e quanto posso il più mi sforzo anch'io,
scaldarmi al lume di sì chiaro foco,
per lasciar del mio nome eterno segno.
E o non pur da voi si prenda a sdegno
mio folle ardir, che se 'l sapere è poco,
non è poco, Signor, l'alto disìo.
[V. 2 B. dormì; - C. D. dormii.]
[3 E. dalla.]
[12 Ed oh! - _Componimenti poetici_, ecc., ediz. cit. pag. 111.]
XIX. -- A Ridolfo Baglioni
Signore in cui valore e cortesia
giostrano insieme ognor tanto ugualmente,
che discerner non puote umana mente,
di qual di lor più la vittoria sia;
mia fredda Musa a voi già non s'invia
per celebrar vostra virtute ardente;
ma perch'in voi nomar conosce e sente,
sorger nel vostro onor la gloria mia.
Ben porta nel mio core un caldo affetto
il vivo lume vostro, ch'è sì chiaro,
che risplender si vede in ogni parte.
Ma prenda voi per degno alto suggetto,
chi al quieto Apollo è tanto caro,
quanto voi sete al bellicoso Marte.
[V. 2 B. egualmente;]
[8 C. scorger.]
XX. -- A Francesco Crasso