[V. 4 E. saper.]
[5 fuore.]
[6 Delle.]
[11 Sol perch'io manchi.]
[_Componimenti poetici_, ecc. ediz. cit. pag. 113.]
XXIX. -- Allo stesso
Quel che 'l mondo d'invidia empie e di duolo,
quel che sol di virtute è ricco e adorno,
quel che col suo splendor un lieto giorno
chiaro ne mostra a l'uno e all'altro polo:
quel sete Varchi voi, quel voi che solo,
fate col valor vostro oltraggio e scorno
a i più lontan, non ch'ai vicin d'intorno;
ond'io v'ammiro, riverisco e colo.
E di voi canterei mentre ch'io vivo,
s'al gran suggetto il mio debile stile,
giunger potesse di gran spazio almeno.
O pur non fosse a voi noioso e schivo
questo mio dire, scemo e troppo umile:
che per voi renderassi altero e pieno.
XXX. -- Allo stesso
Se 'l ciel sempre sereno e verdi i prati,
sieno al bel gregge tuo, dolce pastore
vero d'Arcadia e di Toscana onore,
più chiaro fra i più chiari e più pregiati:
se tanto in tuo favor girino i fati,
che mai tor non ti possa il dato core
Filli, nè tu a lei tuo santo amore,
onde vi gridi ogni uom saggi e beati:
dinne, caro Damon, s'alma sì vile
e sì cruda esser può, ch'essendo amata
renda invece d'amor tormenti e morte.