E da questo mortal caduco velo
più che mai vivo, ormi libero e sciolto,
par ch'a seguirlo ogni bell'alma invoglie.

XXXVIII. -- A Piero Manelli

Poi che mi diè natura a voi simile
forma e materia, o fosse il gran Fattore,
non pensate ch'ancor disìo d'onore
mi desse, e bei pensier, Manel gentile?

Dunque credete me cotanto vile,
ch'io non osi mostrar cantando, fore,
quel che dentro n'ancide altero ardore,
se bene a voi non ho pari lo stile?

Non lo crediate, no, Piero, ch'anch'io
fatico ognor per appressarmi al cielo,
e lasciar del mio nome in terra fama.

Non contenda rea sorte il bel desìo,
che pria che l'alma dal corporeo velo
si scioglia, sazierò forse mia brama.

[V. 7 D. m'ancide.]

XXXIX. -- Allo stesso

Amore un tempo in così lento foco
arse mia vita, e sì colmo di doglia
struggeasi 'l cor, che quale altro si voglia
martir, fora ver lei dolcezza e gioco.

Poscia sdegno e pietate a poco a poco
spenser la fiamma, ond'io più ch'altra soglia
libera da sì lunga e fera voglia,
giva lieta cantando in ciascun loco.