E se quassù giungesser gli occhi vostri,
vedendo fatto me novo angeletto
qui bramareste, e non vedermi in terra.
(PETRARCA, Madrigale III, v. 1-2).
Sonetto XXXI, v. 7-9:
E l'alto Iddio lodar ben spesso suole,
dopo l'aspra fortuna,
spaventato nocchiero al porto intorno.
(PETRARCA, Sonetto C, v. 1-2).
Sonetto XXXVIII, v. 12-14:
Non contenda rea sorte il bel desìo,
che pria che l'alma del corporeo velo
si scioglia, sazierò forse mia brama.
(PETRARCA, Sonetto IX, v. 12-14).
Sonetto XLII.
S'io 'l feci unqua, che mai non giunga a riva
l'interno duol, che il cuor lasso sostiene;
s'io 'l feci, che perduta ogni mia spene,
in guerra eterna di vostr'occhi viva.
(PETRARCA, Canzone XV)
Sonetto XLIV, v. 13-14:
...volgendo a Roma 'l viso e a lei le spalle, se vuol l'alma trovar col corpo unita.
(PETRARCA, Sonetto LXXXI, v. 3-4).
Sonetto LI, v. 12-14: