e com'aquila al sol drizzando gli occhi
al foco vostro s'erge a la salita,
dove alfin pace le promette amore.

Deh! siate larga a lei del bel splendore,
e porgete al suo volo pronta aita,
acciocchè inferma e cieca non trabocchi.

5. -- Dello stesso

Mentre le fiamme più che 'l sol lucenti,
onde amor m'arde e già gran tempo m'arse,
vaghi occhi miei non vi si mostran scarse,
mandate nel mio core i raggi ardenti;

orecchi miei, mentre bramosi e intenti
notate 'l suon, che di su in terra apparse,
e ne van le sue voci all'aura sparse,
inviate a la mente i sacri accenti;

anima mia, mentre in mortale oggetto
scorgi ch'eterno è quel che dentro avampa,
allarga il seno al sempiterno zelo:

e vi rimembri che sì chiara lampa,
sì soave tenor, spirto sì chiaro,
sono a voi scala da salire al cielo.

6. -- Dello stesso

Amore ad ora ad or battendo l'ale
dal grave incarco leva il mio pensero,
e nel conduce per erto sentero
a gir in parte, ove uom per sè non sale.

E quivi ne l'oggetto alto e immortale
gli dimostra l'esempio vivo e vero,
onde discese il nostro spirto altero
a dover informar cosa mortale.