L'anima accesa a l'eterna vaghezza,
tutta s'accende a far novo disegno
del bel, ch'entro dipinge il divo aspetto.

Ma come poi si move il basso ingegno,
donna mia, per salire a tanta altezza,
cade lo stile, e manca l'intelletto.

7. -- Dello stesso

Superbo Po, ch'a la tua manca riva
tutto lieto ti volgi d'ora in ora,
per mirar lei, che le tue piaggie infiora,
e ti fa in mezzo l'onde fiamma viva;

che fa la nostra, ho da dir Donna, o Diva,
lei, che del ben del ciel l'alme innamora?
Oh fosse lunga a lei la mia dimora!
Pensa ella almen ch'io di lei pensi o scriva?

Deh! com'io dico ognor: foss'io con lei
così fosse talora il suo pensiero,
or che dee far di me privo il meschino;

oh vedesse ella aperti i dolor miei,
ch'io so che di pietà quel spirto altero
porteria gli occhi molli, e 'l viso chino.

8. -- Dello stesso

Or di là se ne vien questa dolce ora,
ov'è colei che col suo divo aspetto,
mette dentro al mio cor l'ardente affetto;
ond'ancor la sua vista mi ristora.

Oh se così potesse a ciascun ora
essere a lei presente il mio imperfetto,
come sempre la scorge il mio intelletto
io sarei pur d'ogni tormento fora.