Io lei mirando, a dir del suo valore
snoderei la mia lingua, e alcun di loro
segneria per li tronchi il chiaro nome;
ella gioiosa e umile in tanto onore
forse di varii fior, forse d'alloro,
tesseria una ghirlanda a le mia chiome.
11. -- Dello stesso
Spirto gentile in cui sì chiaramente
e ne la mortal parte e ne l'eterna,
fiammeggia il sol de la bontà superna,
ch'altro non è fra noi lume sì ardente;
mentre io con gli occhi e con l'orecchie intente
raccolgo il doppio bel, che mi governa,
sì vivo foco in me da voi s'interna
che tutta illuminar l'alma si sente;
poi, non capendo in me l'immensa fiamma,
convien ch'in alcun modo esca di fore,
mostrando i raggi de la vostra luce.
Così da voi ne vien lo mio splendore,
ch'ogni mio bel disio da voi s'infiamma,
come 'l lume de' lumi in voi traluce.
12. -- Dello stesso
Fiamma che chiaramente il mio cor ardi:
aura che dolcemente mi ristori:
spirto che alteramente m'innamori
col valor, con la voce, con gli sguardi;
quante volte avvien ch'in voi riguardi,
ch'io v'ascolti e ch'io pensi i vostri onori,
tante mi sforzo a i sempiterni cori;
ma 'l mio mortal fa poi che 'l gir ritardi.