Te canteran mie rime in ogni parte
e diran que' ch'avran più vivo ingegno:
qual fu quel foco onde tal lampo uscìo?

Amor promette a te ne le mie carte
nome immortale. O così fosse degno
ne le tue d'aver vita il nome mio!

17. -- Dello stesso

In su le rive del superbo fiume
ch'altrui già die' sepolcro in mezzo l'onde:
ond'altri mutò il crine in verdi fronde,
e altri si vestì di bianche piume;

invaghito del dolce altero lume,
lo qual di cielo in cielo in voi s'infonde,
e con sua luce ogni altra luce asconde,
arse 'l mio cor oltra mortal costume;

poi sendo privo de gli amati rai,
non so dove si chiuse il grande ardore,
come fuoco ch'in cener si ricopra.

Or rivedendo il vostro almo splendore,
l'antica fiamma, chiara più che mai,
convien ch'in riva d'Arno si discopra.

18. -- Dello stesso

Sogni chi vuol di riportar corona
da gli alti gioghi del sacrato monte;
altri s'attuffi nel famoso fonte
che fa più chiaro 'l nome d'Elicona;

sia gloria altrui se la sua lira suona
aver le sacre Muse al cantar pronte;
cinga altrui Febo la felice fronte
de la fronde, che mai non l'abbandona;