altri si vanti che benigna e lieta
stella, a lui rivolgendo il suo splendore,
a questa luce il fece uscir poeta;

il mio Parnaso, il mio perpetuo umore,
le mie Dive, il mio Apollo e 'l mio pianeta,
è 'l valor vostro impresso nel mio core.

19. -- Dello stesso

Donna gentile, i cui beati ardori
del celeste splendore e del mortale,
spargon virtù che mentre i cori assale,
ne l'alme accende mille eterni amori;

se 'l vostro sole interno e 'l bel di fuori,
a voi da me n'han tratto il mio immortale:
e se Amore al mio stile impenna l'ale
da gir portando al Cielo i vostri onori;

se cara sete a me più di me stesso;
s'a voi ne volar tutti i miei sospiri;
se con voi vivo e senza voi son morto;

se mi vedete 'l cor ne gli occhi espresso,
e le mie pene, e i miei caldi disiri,
ben dovreste pensare al mio conforto.

20. -- Dello stesso

Quando, com'Amor vuol, la donna mia,
tra soavi sospiri e dolci accenti,
move la lingua a angelici concenti,
e l'aura del bel petto a l'aere invia;

al suon de la dolcissima armonia
ferman le penne i tempestosi venti;
stanno i giri del ciel taciti e intenti;
e non ch'altri, ma Febo il corso oblìa.