E poi ch'a me non son tuoi lumi scarsi
di quel splendor, che da l'eterno regno
in te disceso, tu fra noi comparti;

di quel ch'ho dentro e fuor non può mostrarsi,
faranno al mondo manifesto segno
l'amarti, il celebrarti e l'onorarti.

[Risposta al sonetto della TULLIA: _Fiamma gentil che da gl'interni lumi_.]

31. -- Di Benedetto Varchi

Quando doveva, ohimè, l'arco e la face,
l'una spenta del tutto e l'altro stanco,
a questo ardito e tormentoso fianco
per suo gran danno e mio, troppo vivace,

non breve tregua pur, ma eterna pace
donar, poi che nel lato destro e manco
per le nevi del capo omai vien bianco
il crin fatto d'argento, che sì spiace;

più che mai fresco e più che mai cocente,
mi saetta lo stral, m'accende il foco
di tal ferite e così caldo ardore,

ch'ogni salute a mio soccorso è poco:
anzi cresce la piaga e fa maggiore
incendio, ch'al suo mal l'alma consente.

32. -- Dello stesso

Donna, che di bellezza e di virtude
e d'ogni alto valor gran tempo in cima,
sola fra tutte l'altre non che prima,
piovete ne' miglior senno e salute;