38. -- Di Giulio Camillo
Tullia gentile, a le cui tempie intorno
verdeggia avvolta l'onorata fronde,
e la cui voce a l'armonia risponde
di chi fa in Elicon dolce soggiorno;
qualora a voi fo col pensier ritorno
e ritrovo sentenze sì profonde
in sì leggiadro stil, sì mi confonde
novello orror, ch'in me più non soggiorno.
Vostra Musa di me cantando canta
d'uno sterpo silvestro, a cui nemica
stata è natura e 'l ciel, e io no 'l celo.
Ben è la vostra fortunata pianta,
che lieto il Re de' fiumi la nutrica,
e la rinforza il gran Signor di Delo.
39. -- Dello stesso
Poi ch'a la vostra tanto alma beltade,
onde pregiata d'onorate e rare
spoglie di tante elette anime chiare
n'andate altero specchio ad ogni etade;
piace ch'io ancor per le medesme strade
seguir vostre amorose insegne impare;
non siano almen vostre alme luci avare
di quel raggio, ond'io scorgo ogni bontade.
E nel bel petto vostro Amor ispiri
pietà e mercede al mio dolore eguale,
e a gli ardenti intensi miei disiri;
poi se le aggrada il mio destin fatale,
versi in me pur ognor doglie e martiri,
che dolce mi fia sempre ogni altro male.