46. -- Dello stesso

Vaghe sorelle, che di treccie bionde
ornò natura e di fattezze conte;
poi la pietà del misero Fetonte
vi volse in duri tronchi e 'n verdi fronde;

or sotto l'ombre tremule e gioconde
vostre sedendo, fo palesi e conte
le gran beltà de la celeste fronte
di Tullia mia, cantando a l'aure e a l'onde.

Così già sotto i vostri ombrosi rami
cantò d'Onfale sua gli occhi e le chiome
il vincitor de' più superbi mostri.

'priego il ciel, che sì v'esalti e v'ami,
ch'eterno sia con voi sempre il bel nome
di Tullia scritto in tutti i tronchi vostri.

47. -- Di Filippo Strozzi

Alma gentile, ove ogni studio pose
natura in darvi a pieno ogni eccellenza,
e fece il ciel quasi restarne senza
per dar a voi quel bel, ch'a ogni altra ascose;

voi fra leggiadre donne e gloriose
elesse sola; e per esperienza
si vede altera andarne oggi Fiorenza
de le belle opre vostre alte e famose.

Ma non solo Arno oggi vi loda e canta,
ma dove ancora l'inesperto auriga
cadde, di voi terrà memoria eterna.

Il Tever lascio, che tenera pianta
vi nutrì, dolce essendo ogni fatiga
a chi co 'l spirto e 'l core in voi s'interna