48. -- Dello stesso
Uscendo 'l spirto mio per seguir voi,
Donna gentile, in voi vera pietade
spinse l'anima vostra a le contrade
ond'egli uscìo, con che vivessi io poi;
tal che 'l splendor, che dite uscir tra noi
di me, è propria vostra qualitade,
concessavi da l'alta e gran bontade,
per sembianza de i chiari raggi suoi.
Dove scorger si puote un dolce inganno
veggendovi in me vaga di voi stessa,
nè v'accorgete ch'io v'appago a punto
Che se mi vi toglieste allora il danno
mortal mio vedreste, e fora espressa
la colpa vostra, send'io a morte giunto.
49. -- Di Alessandro Arrighi
L'aspetto sacro e la bellezza rara,
eguale a cui non ebbe il mondo ancora;
il folgorar de gli occhi ch'innamora
il mondo tutto, e quasi sol lo schiara;
il parlar saggio, onde la via s'impara
di gir al chiaro e uscir dal fosco fora;
e l'alto sangue, lo cui ammira e onora
chiunque adorno è più di stirpe chiara;
i bei costumi, e 'l portamento adorno;
e col dolce cantare il dolce suono
che fan di marmo una persona viva,
fur le cagioni o donna, ch'in quel giorno
stetti a mirare il bello, a udire il buono,
in guisa d'uom che pensi, parli e scriva.