50. -- Dello stesso
Come di dolce più che d'agro parte,
Donna mi feste il dì, ch 'l colpo caro
di voi impiagommi, onde sì ardente e chiaro
foco poscia avampommi a parte a parte,
così men d'agro, che di dolce parte
da me per guiderdon del dono raro;
e giunge a voi per addolcir l'amaro
vostro languir del tutto non che 'n parte;
il foco ch'io dovrei mandarvi ancora
per render merce pari al degno merlo,
meco si sta, nè vuol partirsi un'ora.
Selva chiusa non è, nè campo aperto,
nè giardin culto, o poggio aspro o deserto,
che non sappian com'ei m'arde e divora.
51. -- Dello stesso
S'il dissi mai ch'io venga in odio a voi,
Donna, ch'io tanto pregio, ed è ben degno;
s'il dissi che mai sempre ira e disdegno
portiate in seno, e sol me stesso annoi;
s'il dissi che 'l mortale eterno muoi
di me non mai giungendo al santo regno;
s'il dissi sia d'amor prigione e segno
de l'acuto suo strale, e preda, poi.
Ma s'io nol dissi chi si dolce aprìo
a me lo cor chiudendovi entro i raggi,
non mai rivolga altronde il lume chiaro.
Io no 'l dissi giammai, nè dir disìo:
vinca 'l ver dunque, e 'l falso a terra caggi,
e 'n dolce amor ritorni l'odio amaro.