Ben so, vostra mercè, ch'altera e vile
alma tanto non è, che quando scorge
d'essere amata non divenga umile.
62. -- Di Claudio Tolomei
Quando la Tullia mia che vien dal cielo,
che d'altronde non può sì bella cosa,
umilemente altera e disdegnosa,
toglie al mondo 'l suo sol con un bel velo;
allora agghiaccia 'l fuoco ed arde 'l gelo,
e Amor tremando l'armi in terra posa,
vertù si fugge e cortesia sta ascosa,
e spegnesi ogni ardente onesto zelo.
Ma s'avvien poi che a le tranquille ciglia
ridendo levi il velo, allor più incende
il foco e 'l ghiaccio è freddo in ogni parte;
virtù ritorna e Amor l'armi riprende
ch'ella governa, e non è meraviglia
ciò che può far 'l ciel, natura ed arte.
[Sta nel: _Libro quarto delle rime di diversi eccellentissimi autori
nella lingua volgare nuovamente raccolte_. In Bologna, presso
A. Ciccarelli 1551, pag. 217.]
63. -- Di Antonio Grazzini (_Lasca_)
Se 'l vostro alto valor, Donna gentile,
esser lodato pur dovesse in parte,
uopo sarebbe al fin vergar le carte
col vostro altero e glorioso stile.
Dunque voi sola a voi stessa simile,
a cui s'inchina la natura e l'arte,
fate di voi cantando in ogni parte
Tullia, Tullia, suonar da Gange a Tile.