Vien, Ninfa bella, e fra le molli braccia
raccogli quel, che con le braccia aperte
disioso t'aspetta; e nel tuo grembo
ricevi lieta l'infocato amante;
stringi 'l bramoso amante, e strette aggiungi
le labbra a le sue labbra, e 'l vivo spirto
suggi de l'alma amata, e del tuo spirto
il vivo fiore ispira a le sue brame.
Giungansi insieme gli amorosi petti:
premer si sentan le vezzose poppe,
le belle poppe delicate e sode,
dal petto ad amor sacro e sacro a Febo,
non si ritengan più celate o chiuse;
le belle membra tue morbide e bianche
più che 'l cacio novello e più che 'l latte,
ad amor le consacra: e al tuo amante
qual vite ad olmo avviticchiata e stretta,
con lui cogli d'amore i dolci frutti.

II.

IL SOLE

Mopso, solo.

Già fiammeggiava presso a l'aurea Aurora
il pianeta maggior nell'oriente,
inargentando i nuviletti d'oro:
quand'io, ch'avea col fischio e con la verga
scorta mia greggia a i rugiadosi paschi,
posto a seder sott'una antica quercia,
notava intento il dilettevol suono,
che d'intorno facean le pecorelle
tondendo il verde de l'erboso suolo.
Ed ecco l'armonia d'una zampogna
sonar non lunge. Io da le dolci note
tratto, e lasciando il mio maggior pensiero,
in piè risorto, cheto, passo passo,
ver là mi mossi, e vidi a piè d'un faggio
sedersi un solo. E quanto gli occhi miei
scorger potero in quella incerta luce
mi parve Mopso; Mopso a cui le selve
son testimonie quanto a l'alme Muse,
e quanto ei sia ad Amor fedele amico.
E quale in pria mi parve, tal la voce
e 'l chiaro giorno poi mostrolmi aperto.
Quivi vago d'udir suoi dolci accenti
dietro una macchia stretto mi raccolsi.
E egli omai spuntando il primo raggio
del novo giorno, al dir la lingua mosse,
accompagnando il suon con tai parole:

MOPSO. Sorgi omai chiaro sole, e 'l ciel aprendo
l'aer rischiara; e 'l mare intorno imbianca;
la terra alluma; e 'l desiato giorno
riporta a gli animali e ai pastori.
Sorgi sol del mio sol sola sembianza.

Se non hai sole e se colei non ave
cosa simil, ben posso dir di voi,
che tu se' a lei, ed ella a te simile.
Sorgi sol del mio sol sola sembianza.

Solo se' sol, ch'in tutti gli alti giri
lume non è ch'al tuo lume s'aguagli,
nè lassù fuoco v'ha che t'assimigli.
E sola è sol in acque, in selve e in monti:
la bella ninfa mia, ch'è così sola,
che beltà non si mira a lei sembiante.
Sorgi sol del mio sol sola sembianza.

Quando cinto di raggi il capo biondo
a noi ti mostri, fugge d'ogni intorno
la cieca notte da l'ombrosa terra:
e s'allegrano in piani, in poggi e in boschi
le solitarie fiere, i vaghi augelli,
e con gli armenti, pecore e bifolchi.
Sorgi sol del mio sol sola sembianza.

E quando 'l lampeggiar del divo lume
a me si scopre, del mio tristo core
si scuote intorno il tenebroso velo:
gioiscon gli occhi miei: l'anima mia
tutta s'allegra e seco i miei pensieri;
e meco gode il mio cornuto armento.
Sorgi sol del mio sol sola sembianza.