Poi come le montagne d'occidente
ingombran la tua luce, e tu t'invii
al tuo riposo là nei bassi liti,
la fosca notte entro a l'oscuro manto
involve 'l cielo, e involve gli animali,
tenendo il mondo in tenebre sepolto.
Sorgi sol del mio sol sola sembianza.
E come del mio sol l'amata vista
da me si parte, al dipartir di lei
a me in un punto ogni mia luce è tolta.
Il giorno mio sen va verso l'occaso
e son sepolti in tenebrosa notte
i miei pensier, il cor, l'animo e l'alma.
Sorgi sol del mio sol sola sembianza.
Da che tolta è dal ciel tua ardente fiamma,
perché 'l superno chiostro intorno splenda
di mille ardori, non però ritorna
il giorno al mondo infin che non ritorni
tu, la cui luce ogni altra luce asconde.
Sorgi sol del mio sol sola sembianza.
E da ch'io de' begli occhi ho gli occhi privi
perché da mille belle e vaghe ninfe
cinto mi vegga, non però s'aggiorna
dentro al mio cor fin che colei non riede,
il cui bel lume ogni altro lume adombra.
Sorgi sol del mio sol sola sembianza.
Qualor avvien ch'a la tua accesa face
occhio mortal s'arrischi alzar i rai
per ritrar forse l'alma tua figura,
la soverchia virtù del tuo splendore
sì l'abbarbaglia, che smarrito e vinto
ad ogni aspetto uman si trova infermo.
Sorgi sol del mio sol sola sembianza.
E io qualor a la mia ardente lampa
mi riprovo d'alzar gli occhi e la mente,
per farne poi ne i tronchi alcun disegno,
il divo onor del rilucente oggetto
sì mi confonde, che perduti i sensi
non sento quel, che di me stesso io senta.
Sorgi sol del mio sol sola sembianza.
Poi quando più 'l tuo lume s'avvicina
al mondo nostro, occhio del mondo eterno,
e più drizzi i tuoi raggi sopra noi,
arde la terra, e arde ogni vivente;
e de la sete per colli e per piani
mancar si veggon gli alberi e l'erbette.
Sorgi sol del mio sol sola sembianza.
E quando a me 'l mio amato sol s'appressa
(il sol ch'è solo il sol de la mia vita)
e fiammeggiando in me 'l suo lampo vibra,
arde in me 'l cor, ardon miei accesi spirti,
e 'n me s'infiamma un sì caldo disire
ch'a me stesso mi sento venir manco.
Sorgi sol del mio sol sola sembianza.
Tu con la tua virtù non solo allumi,
non solo incendi quel che fuor si scorge,
ma dove umana vista non discende,
dentro passando, fai pregno il terreno
di tal semenza ch'i terrestri germi
producon d'ogni intorno e fronde e fiori,
onde si veston le campagne e i poggi.
Sorgi sol del mio sol sola sembianza.
E la virtù di lei non sol rischiara,
non sol infiamma la mortal mia scorza,
ma dove altro non passa che 'l suo sguardo,
in me varcando, in me fa tal radice
che poi germoglia in graziosa pianta,
in cui fiorendo i miei gentil concetti
fanno 'l mio col suo nome eterno adorni.
Sorgi sol del mio sol sola sembianza.