D. Tu se'qui Tirse? Anzi a me è caro assai 20
che tu ci sia, che con la tua zampogna
porger potrai soccorso a le mie note
T. Ciò ch'a te piace. Ma saper disìo
qual sia quella beata a cui tu intendi
d'acquistar lode con tue eterne rime.
D. Anzi sarian beate le mie rime
se pareggiasser le sue eterne lode.
Di TIRRENIA cantar è 'l mio pensiero.
T. Di TIRRENIA? Ho più volte in queste selve
il bel nome sentito; ma di lei 30
non ho particolare altra contezza.
D. Gran danno a lei, ch'un sì gentile spirto
non le sia in tempo alcun stato soggetto:
a te, che del suo chiaro e vivo lume
ancor non t'hai sentita l'alma accesa.
T. Nova querela, udir ch'altri si doglia
ch'altri non arda del medesmo foco.
D. Da diverse cagion diversi effetti
nascon, mio TIRSE, e altramente s'ama
cosa pura mortale, altri disiri 40
son quei che movon da cose divine.
Come, perché dal soie il lume prenda
una copia infinita d'animanti
non perciò il suo splendore alcuno è scemo;
così qual uom si sente l'alma piena
de' diletti de l'alma, non si sente
scemar il ben perch'altri ancor ne goda.
Anzi gode quel cor, ch'oggetto eterno
ha in se scolpito, che per molti cori
cresca la gloria del superno raggio. 50
E di quel ch'io ti dico, chiara luce
di TIRRENIA ne porge il divo lume.
T. Bramo di quel che di' saperne il come.
D. TIRSE, non ha veduto il secol nostro
pastor ch'io creda alcun, che d'alcun pregio
abbia colto ghirlanda in Elicona,
che s'ha lei vista, e se gli accenti suoi
ha ne l'alma raccolti, tale ardore
non abbia conceputo, che 'l suo ingegno
n'ha poi fuor dimostrati ardenti lampi. 60
Nè tra color giammai si vide o udìo
che ne nascesse invidia o gelosia;
anzi di lodar lei fa ognuno a gara,
e ne l'udir di lei ciascun si gode
de le sue laudi, e l'un l'altro n'invita
a dir del bel suggetto. E 'n lei n'avviene
quel ch'avvien de le cose rare e nove
e ch'avverrìa se sopra l'orizzonte
cominciasse a scoprirsi un nuovo sole
a gli occhi nostri: che com'altri scorto 70
prima l'avesse, così immantenente
si volgerebbe a dimostrarlo altrui.
E ciò n'avvien perochè al suo focile
non s'accende altro che gentil disire.
T. Nuovo ben, nuove grazie e santi amori.
Ma bram'io da te, se non t'annoia,
Dameta mio, che tu mi scopri ancora
que' pastor onorati che pur dianzi
hai detto c'han per lei cantato e arso.