D. E questo, Tirse, ancor farò di grado, 80
nè penso ch'altri altra più chiara fede
possa altrui far del suo valor soprano
che con sì gloriosi testimoni.
Dirò di loro, e dirò con tal legge,
che senza servar legge, di quel prima
ch'a la mia mente pria farà ritorno,
m'udirai favellar. Nè creder dei
ch'io sia per ricordargli tutti a pieno;
che lungo fora, e poi non m'assicuro
di tutti aver memoria o conoscenza. 90
T. Com'a te aggrada: io ad ascoltare intendo.
D. Fra i primi che cantaro in riva al Tebro
de la bella Tirrenia fu un pastore
d'antico sangue e di gente Latina,
e nel cui nome suona la sua gente
e del cui canto ancor, e del cui suono,
suonan le trionfali e altere sponde.
Arse colui per lei lunga stagione:
e ancor dolcemente ne sospira.
E per lei sospirò quel chiaro spirto 100
che morendo lasciò dubbiosi i boschi
tra le Muse di Lazio e di Toscana
quali al suo dir sian state più benigne.
Dico di quel che per li sette colli
abbandonò le piaggie di Panara.
E un altro di patria a lui vicino
per li paschi del Po ne 'l bel soggetto
affaticò sovente le sue canne.
TIRINTO dico, a costui 'l nostro Reno
diè 'l patrio albergo; e poi, come 'l ciel volse, 110
fu costretto a lasciare i dolci gioghi
e pascer le sue gregge per le valli
che 'l fiume, che detto ho, parte e abbraccia.
Che dirò del pastor che l'Arbia onora?
Di quel dotto pastore i cui vestigi
van seguitando e pastorelli e ninfe,
non altramente che lasciva greggia
la lanuta sua guida? Ei le sue rime
del bel nome ch'io canto ha fatte adorne.
T. Tu di', s'io non m'inganno, di colui 120
ch'un tempo parlar feo le nostre Muse
con quelle leggi e con quelle misure,
che già servò 'l Permesso, il Mincio e 'l Tebro.
D. Di' pur che dir di lui mia lingua intese.
E di lei cantò ancor un'altro Tosco,
un giovin pastor, ch'in riva d'Arno
mentre ch'a lui spargeano il novo fiore
le molli guance, con sì dolci note
tenne le ninfe, i satiri e i silvani,
de le donne cantando i pregi eterni, 130
che ne parlano ancor per questi poggi
le quercie e gli olmi; e se da morte acerba
non era tolto, a lui nel secol nostro
si convenia l'onor de i primi allori.
Nè ci mancano ancor tra queste rive
di quei che van segnando il chiaro nome
in piante e in sassi. E sopra gli altri s'ode
risonar BATTO: BATTO, che per l'erta
del sacro monte sale a' sì gran varchi,
che fatica è notar le sue pedate. 140
Ei d'or in or a lei volgendo gli occhi
prende virtute a gli alti e bei suggetti.
Per lei fatto anco ha risonare i boschi
colui, che sceso da gli alpestri gioghi
onde discendon l'acque a i lieti paschi,
de' pastor d'Insubria, in su le sponde
del Re de' fiumi fe 'l suo nome chiaro
cantando a l'ombra d'un gentil ginebro.
Fu cantata costei da l'aurea cetra
d'un ben dotto pastore, a cui Parnaso 150
concedette non sol tener le Ninfe
al dolce suon de le palustri canne,
ma gli mostrò i secreti di natura,
e render la salute a i membri infermi.