T. Forse di lui vuoi dir, che già discese
dal chiaro sangue di quel gran bifolco,
che fuggendo l'incendio e la ruina
de la sua patria, penetrando i seni
de l'aspra Illiria e di Liburni e d'Istri,
non lunge d'Adria pose la sua mandra? 160

D. Di lui dir volli. E dir ti voglio ancora
che 'l ricordar de gl'Istri a la mia mente
tornato ha MOPSO; MOPSO, in cui contende
il favor de le Muse e lo intelletto.
del terminar le sanguinose liti
de' più audaci pastor. Or quanto e dove
ei sia per TIRRENIA arso e quanto egli arda,
e quanto abbia per lei cantato e canti,
fan chiara fede il Po, il Ticino e l'Arno
che mille piante han di sue rime impresse. 170

Ma dove lascio, lasso, il buono IOLA,
IOLA che col dotto e nuovo suono
de ben temprati calami, a' pastori
solea far corto e agevole sentiero
di gir al fonte che fa i nomi eterni?
Questi venuto da gli aperti campi
che bagna l'uno e l'altro Tagliamento,
sè di gloria colmò, d'invidia altrui.
Ei col vivace lume del suo ingegno
solea in TIRRENIA, come aquila in sole, 180
gli occhi affissare e da' suoi chiari raggi
formar lo stile, e le parole, e 'l canto.
Morte pose silenzio a le sue note.

Invida morte, a lei rapisti ancora
e al mondo insieme un'altra chiara luce
d'un gran pastor, che nato in queste piagge
fu cultor nel giardin de' pomi d'oro.
Poi trapassando a le ricche pasture
e a gli orti di Celio e d'Aventino,
si trovò non pur d'edere e di mirti, 190
ma di purpurei fior cinte le tempie.
Fior di gloria mortal com'è caduco!
Ne sospirano ancor i sette colli
del caso acerbo; e VIRBIO nei sospiri
suona d'intorno. VIRBIO almo pastore
e poeta e materia de' poeti;
viverà in mille versi il pastor sacro
e 'l pregio di Tirrenia ne' suoi versi. 200

Non patisce la gloria di costui
ch'altri d'altro pastor, d'altro poeta,
faccia memoria: e a te bastar ben puote
d'aver sentito come tali e tanti,
e poeti, e pastori, i loro ingegni
abbian stancati intorno al caro oggetto.

T. Come sollecita ape per li prati
suoi la novella state errando intorno
di fior in fior gustare il dolce succo:
o come innamorata pastorella 210
di varii fiori al suo diletto amante
trecciar si vede una ghirlanda fresca,
così visto ho DAMETA la tua lingua
andar cogliendo il fior de i chiari spirti,
onde composto è 'l mel di quelle lode,
che rese ha 'l mondo a la tua cara amata,
e coronata d'immortal corona.

D. Ma non men gloriosa è la corona
ch'ella tesse a sè stessa: ch'oltra quelle
rime che d'ella col favor suo ispira 220
a chi del suo amor arde, che da lei
non men provengon che da l'altre Muse
le rime e i versi de gli altri poeti.
Ella suol d'or in or con le sue rime
destare i boschi intorno; e ad ora ad ora,
co' i più rari pastor cantando a prova
tiene intenti al suo dir Fauni e Napee.
Già sono impressi in più ch'in una pianta
gli alti suoi amori; e la virtù d'amore
quanto sia grande e come sia infinita, 230
si legge da lei scritta in nuove scorze:
e suggetti altri, che felicemente
viveran col suo nome chiari e eterni.

T. Ragion è adunque che sì altero spirto
cantato sia da gli spirti più chiari.

D. TIRSE, non vo' lasciare ancor di dirti
che se di lei scorgessi il divo aspetto,
e le dolci maniere e i bei sembianti:
s'udissi il suon de l'alte sue parole,
e le sentenze de' profondi detti, 240
protesti dir, non quel che di Medusa
si favoleggia che sua fiera vista
altrui mutava in insensibil pietra;
ma c'ha virtute a l'insensibil pietre
d'ispirar sentimento e intelletto.
O s'udissi talor quando accompagna
la voce al suon de la soave cetra:
o quando assisa tra Ninfe e Pastori
move tra lor la lingua a dolci note:
s'udissi, dico, come in nuovi accenti, 250
e come in soavissimi sospiri
l'aria intorno addolcisca, e i vaghi augelli
tra le frondi si stiano intenti e muti,
e come i colli, e gli alberi, e le grotte
mandin cantando al ciel novelle voci,
so che non chiederiano i tuoi disiri
altre Muse, altro Apollo, altro Elicona.

T. Grazie son queste così belle e care,
ch'in lei racconti, che fan dubbio altrui
se sia da dir ch'essa sia rara, o sola. 260
Ma perché spesso avvien ai nostri cori
che da l'un bel disio l'altro risorge,
poi che m'hai di TIRRENIA il gran valore
fatto sì aperto, ancor saper disio
qual sia di lei la stirpe e 'l patrio suolo;
salvo se del parlar già non se' stanco.