— Che cosa sono queste scene? gridai. Che cos'è questo piangere? Spetta forse a me di consolarti? Per me sei bella: bellissima. Per me sei anche troppo bella... Finiscila, Luisa! Ci sono mali peggiori... Se si deve piangere, piangiamo per qualche altra ragione.
Luisa cessò di piangere. Forse continuò a piangere, ma pianse in silenzio.
— Guarda, adesso, che storie! pensavo. Lo racconta a me, che non è bella. Le ho mai chiesto di essere bella, io? L'ho forse mai rimproverata di non essere bella abbastanza?
— Come siete curiose voi donne! dissi forte. Non avete il più piccolo senso dell'opportunità.
Dopo un poco Luisa si alzò, si avvolse la sciarpa di lana due volte intorno al collo e si incamminò verso l'uscio. Con la mano posata sulla maniglia, rimase un momento a guardarmi.
— Mi devi credere ben sciocca, tu, Paris, mormorò.
Non mi mossi. Allora ella si avvicinò a me e mi disse umilmente:
— Paris... Mi perdoni?
— Sì, sì, risposi, ti perdono. Di che? Ti perdono, ti perdono...
— Non così, ti prego, Paris... Lo so: sono tanto sciocca... Ma tu devi compatirmi.