— E sei fuggita con lui da casa tua?
— Sì, rispose Silvina.
— E ti vuol bene?
— Sì, rispose ancora Silvina.
— E ti dà molto denaro?
Silvina abbassò la fronte e non rispose.
Soave si alzò, andò dinnanzi allo specchio, si sciolse i capelli, prese un lapis rosso e incominciò a ritoccarsi le labbra.
— Ah! bambina mia, esclamò, sono passata anch'io per la tua strada... Sembra che a tutto debba bastare l'amore, la prima volta. Ma poi, quando si vede che gli uomini sono tutti uguali, si dice: — Volete godere? E allora pagate...
Le sue labbra erano ora perfettamente rosse. S'incipriò il collo e ritornò a sedere sul letto accanto a Silvina. Allora l'abbracciò, e posando il capo sulla sua spalla, le disse:
— Non essere sciocca anche tu, come sono stata io. Non aspettare che lui si stanchi di te. Scegline un altro, di quelli che ti desiderano di più, e preferisci il più ricco. Non ti curare che sia bello. Noi, noi sì, anche quando sembriamo brutte, noi siamo belle. Ma gli uomini! Tutti schifosi a un modo! Ti piacciono a te, forse, gli uomini?