Silvina gli volse le spalle ed uscì. Ritornata nella sua stanza, si guardò nello specchio, e rifece alcuni degli atteggiamenti corrucciati e minacciosi che avevano atterrito il principe Stanislao. Soddisfatta rise, e vedendo che al suo collo mancava la collana, andò a prenderla sul cassettone dove l'aveva posata la sera innanzi, prima di coricarsi. La cercò tra i fazzoletti e le bottiglie di profumi, sotto il cuscinetto appuntaspilli, dietro lo specchio, nel primo, nel secondo cassetto, ma con sua gran meraviglia non la trovò. Forse era caduta per terra. Ed ella scostò delle sedie, rimosse un paio di vecchie pantofole, s'inginocchiò, la cercò sotto i mobili. Ma la collana non c'era. Allora pensò con sgomento, che, essendosela appuntata in fretta prima di uscire dalla stanza, doveva averla perduta nel corridoio, o per le scale, o in casa di madama Humbert, durante quella scena col principe. A precipizio aprì l'uscio e mosse qualche passo nel corridoio. Ma il corridoio era troppo buio perchè ella potesse vedere la collana, se proprio l'aveva perduta in quel tratto. Allora rientrò in camera, accese la candela, e, curva, esaminò a palmo a palmo il corridoio in tutta la sua estensione. Ma la collana non c'era. Già presa da un principio di orgasmo, Silvina posò la candela in un angolo e fece le scale arrestandosi ad ogni scalino, scostando col piede i pezzi di carta che incontrava qua e là, senza nulla trovare. Bussò con forza alla porta di madama Humbert, dichiarò alla signora, che la guardò esterrefatta, la ragione di quell'improvviso ritorno, e madama Humbert chiamò a gran voce Soave e Odette che accorsero, e accorse anche il principe, e tutti in silenzio, mentre Loreto, sul poggiolo strombettava la sua canzone:

Loreto, lo reee!

Chi l'è che passa?

Lo re che va alla cacciaaaa...

Tacca trombetta!

Trrrr...

si misero a cercare la collana per tutte le stanze attraverso le quali era passata Silvina per giungere a quell'ultima stanza dove il principe Stanislao era stato rinchiuso. Furono sollevati tappeti, spostati mobili, rovesciate sedie; il letto in quella stanza fu tutto sfatto, e le lenzuola sbattute per ogni verso, e il principe, ginocchioni, frugò sotto tutti i mobili. Ma la collana non venne fuori.

Allora Silvina s'attaccò ad una speranza, e cioè che la collana fosse proprio là dove l'aveva posata la sera innanzi. Risalì a salti le scale, e preso il candeliere, che aveva posato sull'ultimo gradino, rifece il corridoio passo passo, e mentre se ne andava così curva, scrutando il pavimento, fu raggiunta da Silvio che rientrava in casa.

— Sai, gli disse Silvina con voce accorata, credo di aver perduta la mia bella collana...

— La collana dello smeraldo? domandò stupito Silvio.