Tutta la gente tra' per maraviglia, quando vidon sí bella baronia; ed, isguardando la gente vermiglia, ch'eran trecento in sua compagnia, e i neri dugento erano in famiglia, piú bella gente non si troveria. Colla duchessa nella cittá entrâro presso alla corte del re Tarsiano.

74

Sotto sua insegna il nobile Gibello per la cittá ognindí cavalcava; chi lo vede', l'assomiglia al fratello e alle fattezze, ch'egli in sé portava. E la reina un di mandò per ello, e dond'egli era sí lo dimandava. Ed e' rispuose e disse la novella ch'e' mercantanti il diêro alla pulzella.

75

E tutto il fatto a punto e' le contòe, di ritrovare sua gesta s'ingegna, e come a Gienitrisse egli arrivòe amantato di quella sua insegna, e come la pulzella lo allevòe, e come ell'era del suo amore degna, e come l'have cresciuto e allevato, come dal cavalier fu proverbiato.

76

La reina, che 'ntende il convenente, disse fra sé:—Questo è de' miei figliuoli.— La balia fe' venire imantanente; disse:—Di' 'l vero, se morir non voli, questi è mio figlio ben certanamente. No' lo uccidesti, come dir mi suoli!— La balia tutto il fatto le contòe, com'ella a' mercantanti lo donòe.

77

E la reina allor s'inginocchiava, piangendo disse:—Dolce figliuol mio!— davanti a lui umilmente parlava, merzé gli chiede per l'amor di Dio, e perché 'l face morir gli contava, dicendo:—Per te arsa or sarò io, ma allegra, figliuol mio, io sí morraggio poiché ricognosciuto hai 'l tuo lignaggio.—

78