Mostra che 'l giorno era nivicato il cavallo e 'l baron coperto a bianco, ed il porco a guatare era abagliato, e giace in terra come fusse istanco; e Gismirante, il damigel pregiato, e come cavaliere ardito e franco, accomandossi a Dio, e colla lancia percosse il porco; e ferí 'l nella pancia.

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E, quando il porco si sentí fedito, ruppe la lancia, e rizossi sú destro: inverso Gismirante ne fu ito, come demonio feroce ed alpestre; e Gismirante col brando forbito si difendea da lui, come maestro, e in sulla schena un tal colpo gli dava colla sua spada, ma nollo accarnava.

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Onde pensò fargli fare una corsa, per sangue che gli uscía della fedita, dicendo:—In prima che da lui sie morso, il porco, credo, lascerá la vita.— Ma, come un cane ch'assalisce l'orso, correva il porco colla testa ardita; e quella gente, vedendol venire, per téma incominciâr tutti a fuggire.

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Il porco giunse, e subito gli tolse a pezzi a pezzi tutta l'armadura: levando, quel cavallo i calci porse, tale che cade in su la terra dura. E Gismirante col caval si volse; il porco al petto del caval si tura e quantunque e' ne prese colla branca, menollo a terra della spalla manca.

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E Gismirante incominciò a chiamare l'aiuto della fata a mano a mano, ed e' sentí una boce gridare: —Saltagli adosso col coltello in mano, conciosiacosaché non può scampare, dágli nel fianco lá dov'è piú sano.— Ed e' si rincorò, e molto isnello gli saltò adosso, e diègli del coltello.

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