E 'l vento disse:—Vuoi venir con mene a quel paese, ch'è cosí lontano? Ed aspettare io non potre' giá tene, amico; sicché tu ragioni invano!— Disse Liombruno:—Io vo molto bene e seguirotti per monte e per piano; se domattina tu mi vuoi chiamare, quando vorrai 'l cammin incominciare.
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Disse Sirocco:—Ed io ti chiameròe, poiché con meco tu vuoi pur venire. In niuno patto non ti aspetteròe, questo ti dico e faccioti a sentire. La strada col cammin ti mostreròe e vederò se mi potrai seguire. —Io son contento—Liombrun rispondía— purché mi mostri 'l cammino e la via.—
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E quel romito da cena gli dava di quelle cose che per lui avía. L'angiol del cielo sí lo visitava. E Liombrun col romito partía, ed a dormir poi subito n'andava: gli usatti di piè trar non si volía, per star in punto, se 'l vento 'l chiamasse, e seguitarlo dov'egli ne andasse.
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E, quando il giorno si venne a schiarare, Sirocco Liombruno ebbe chiamato, e disse:—Amico, vuo' tu camminare?— Ed ei rispose:—Io sono apparecchiato.— Uscí di fuora senza dimorare; la strada ed il cammin gli ebbe mostrato, dicendo:—Ve' quella montagna, lungi? Lassú mi troverai, se tu mi aggiungi.—
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Poi si partiva Sirocco fuggendo, e Liombruno da quel fraticello prese commiato, e vassen via correndo dietro del vento, e méssesi il mantello. Sirocco indietro s'andava volgendo, e Liombruno andava innanzi ad ello. E cosí alla montagna egli arrivò prima del vento, e qui lui aspettò.
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