—Or—disse il vento—che uomo sei tu, che non ti posso veder né sentire e quanto me cammini, ed ancor piú? Io non credea che potessi venire. Quella montagna, lungi, vedi tu? Lassú con meco ti conviene gire e sí ti mostrerò, amico bello, di madonna Aquilina il suo castello.—

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Allor Sirocco innanzi si avviava, Liombruno il mantello si mettía, e innanzi al vento d'un gran pezzo entrava, Sirocco pur indietro si volgía, e spesse volte Liombrun chiamava; e Liombruno innanzi rispondeva. E cosí alla montagna fu arrivato innanzi al vento, e 'l mantel s'ha cavato.

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Cosí cavato che s'ebbe 'l mantello, il vento giunse e tal parole disse: —Io ti prometto, caro amico bello, che sei 'l miglior corrier che mai sentisse! Or leva suso e lá vedi il castello.— E poscia il vento da lui dipartisse, e per un'altra strada se n'andava, e Liombruno al castel camminava.

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E Liombruno niente ha dimorato per infin ch'al castel ebbe arrivare; con allegrezza subito fu entrato e nel palazzo entrò senza tardare. E nella sala trovò apparecchiato, che madonna Aquilina è a desinare. Egli si affetta e mangiava al tagliero; la donna non vedeva il cavaliero!

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Una donzella di cortel tagliava, l'altra donzella di coppa servía, e Liombruno di buon cuor mangiava, ciò gli bisogna, e nessun non vedía. Ma quella dama si meravigliava che quella robba, che innanzi venía, la quarta parte non gli par mangiare di quel che innanzi si facea recare!

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