[9] Cascio di briga! sembrami strano: tuttavia, se dovessi sporre la mia opinione, direi esserne uscita questa voce dal cambiamento del c nel g, come usavano di frequente gli antichi, e come in alcune parole tuttavia veggiamo: così dicesi mica e miga, spica e spiga, ed altre simili. Briga dunque io mi avviso essere tutt'uno con brica o bricca, femmine del bricco o montone; e del becco o caprone. Cascio di briga dunque potrebbe equivalere a cascio di pecora o di capra. V. anche la [nota 42].
[10] Vocabolo pretto romagnuolo.
[11] Così il ms.: forse disbaccati, tolti dalle bacche, o da' baccelli, il che non sarebbe detto molto propriamente, per mio avviso: forse potrebbesi anche leggere distaccati, sottintendendosi da' baccelli.
[12] Fognata l'h, come usavano gli antichi: funghi. Così più sotto troveremo sciumati per schiumati, ed altri simili.
[13] Il cod. a questo luogo ha parole di niuna significazione; eccole: danati in libro e acciorj.
[14] Così il ms.: forse carobbi, o garoffi, garofi.
[15] Fognata l'h, come sopra in fungi: schiumato.
[16] Il cod. legge qui e nell'Indice de' Capitoli: sarta cenito, parole di niun significato: le mutai in una sola, scrivendo saracenico, intimamente convinto, che per tal modo fosse a leggersi anche per le diverse sostanze aromatiche di che il brodo è confettato. Forse l'autore con mala ortografia scrisse sarra, che dal copista si cambiò in sarta, e l'ultimo t in cenito, fu male inteso, essendovi molta simiglianza ne' codici tra il t e il c. Se male corressi, sia come non fatto: altri indovini meglio.
[17] Il cod. legge coualo con lineetta sopra l'o e l'u. V. la [Tavola] appresso.
[18] Il ms. ha sumacho: il sommacco è pianta assai nota.