Del resto, ad altre dimostrazioni e ad altre unità si presterebbe l'argomento, se volessimo discendere dai primi agli ultimi della famiglia Umbertina, o risalire dagli ultimi ai primi.

Ma, dopo avermi tollerato come istorico, non vorrei mi accusaste di scendere a cortigiano. Ora, i cortigiani che sono ordinariamente accaniti ad inventare le origini delle dinastie, sono, anche più ordinariamente, accaniti a parteciparne le decadenze.

Dio mi tolga dunque, ora e sempre, dal numero e dall'abbiezione.

Discorrere delle Case sovrane è stato difficile, finchè le ragioni dell'intelletto erano soverchiate dalla prepotenza dei privilegi. Allora, nessuna logica correggeva gli eccessi; poichè il mondo si divideva in dominati e dominatori; e, secondo l'influsso di questa situazione personale, la storia diventava o adulazione o calunnia.

Il regime liberale, rendendo ai principi l'affetto dei popoli, ha reso nel tempo stesso agli scrittori l'indipendenza e l'imparzialità del giudizio.

Oggidì che il sovrano s'è sprofondato nelle moltitudini e vive della loro vita, adularlo sarebbe ipocrisia, offenderlo sarebbe viltà.

Però lo scrivere di regnanti non è facile ancora, per quanto la difficoltà abbia mutato natura. Non è facile, perchè avviene talvolta che i cortigiani impauriti e le democrazie soddisfatte si uniscano in un solo e intollerante grido di plauso, attraverso al quale sembri importuna la voce severa di chi ama e teme.

Questa difficoltà è assai minore, com'è minore il pericolo, quando si tratti di famiglie dinastiche la cui storia rimonti alle origini della civiltà.

In questi casi la voce dei secoli può sostituire efficacemente quelle voci contemporanee, che diventassero troppo fioche o troppo obliose; e nella ricca e varia indole dei numerosi antenati possono i regnanti contemporanei trovare quel senso della misura che è la suprema saggezza dei reggitori di popoli.

Perciò mi fu grato parlarvi delle origini d'una famiglia gloriosa nei fasti della patria; i cui principi seppero essere quasi tutti energici senza tirannia, buoni senza debolezza, amanti di libere istituzioni senza sminuire la dignità del loro sangue.