In Italia, per la sua forma e la diversità del clima e dei prodotti, esiste una grande differenza di costumi, da una regione all'altra.

Se in molta parte del Mezzogiorno e della Sicilia il contadino vive in tuguri malsani, se nell'agro romano abita ancora in grotte e caverne come ai tempi dei trogloditi, se le terre, in mano di avidi sfruttatori, non dànno alle famiglie da vivere al punto da obbligarle ad emigrare in terre lontane, nella Toscana, invece, se non regna il benessere e l'agiatezza, la povertà è meno triste, perchè è circondata da un'aureola di salute e di benessere. Come le campagne sono ridenti e festanti fra i vigneti e gli olivi, anche le contadine sono più aggraziate e sorridenti. Lavorano, è vero, con fatica dalla mattina alla sera, lavorano a produrre il vino, e forse bevono sempre acqua, ma se non hanno da nutrirsi ci pensa il padrone, il quale si occupa personalmente delle sue terre, vede da vicino i bisogni dei suoi dipendenti e procura di porvi riparo.

Anche nella Lombardia, i possidenti si occupano di migliorare le condizioni di vita dei contadini, si istituiscono forni per fare il pane economico e salubre, si stabiliscono cooperative di consumo e si procura di fabbricar case che non siano tuguri e riescano pratiche e igieniche; ma i pochi volonterosi non sono nemmeno incoraggiati da quegli stessi a beneficio dei quali si adoperano, e la vicinanza dei grandi centri industriali fa disertare la campagna alle persone più evolute e intelligenti; ciò è dannoso per l'agricoltura e la donna spesso perde allontanandosi dalla sua casa la salute e l'innocenza.

Se il sistema di vita nelle varie regioni è diverso, l'ignoranza e la miseria regnano ovunque e quel tenue raggio di progresso dato dai primi elementi d'istruzione han fatto scorgere all'animo dei lavoratori della terra, la difficoltà di raggiungere la meta agognata, aumentando il loro malcontento e la loro infelicità.

Quando la donna sarà meno ignorante, quando nelle scuole rurali le insegneranno nozioni pratiche d'igiene e del modo di coltivare gli erbaggi, di curare gli animali domestici, di preparare il cibo, di tenere la casa e i figli secondo norme igieniche, essa sarà la fata benefica della famiglia che vedrà crescere rigogliosa per opera sua.

Per esempio, da noi è stato per tanto tempo trascurato l'allevamento del coniglio, dal quale in altri paesi si trae grande profitto; è un animale che non costa nulla, che si moltiplica con grande facilità, dà un cibo buono e sano e anche la pelle può essere adoperata per fare le pelliccie che adornano e riscaldano le signorine e signore e che si sono mostrate tanto utili ai nostri soldati che combattono eroicamente sulle Alpi.

Tornando alla donna, essa deve essere aiutata e considerata e chi può deve fare in modo, di crearle un ambiente simpatico. Bisognerebbe che vi fossero leggi che ordinassero di radere al suolo le case insalubri, rinnovare quelle diroccate e fabbricarne di nuove secondo le norme d'igiene, ma come trovare i denari per farlo? Dovranno degli esseri umani essere condannati a vivere in tugurî, peggio delle bestie? Mi chiedo sempre perchè i proprietari, i comuni, le provincie, tutti i filantropi che dànno aiuti e premi in denaro per incoraggiare e migliorare l'allevamento del bestiame, non istituirebbero dei premi per le massaie che tengono ordinata e pulita la casa, per i piccoli proprietari che la mantengono in buono stato, per le mamme che hanno i bambini più puliti e ben nutriti. Perchè si pensa al miglioramento delle razze inferiori e non si cura quello della razza umana?

Fino che nelle campagne regna tanta ignoranza, è inutile predicare l'igiene e la pulizia, conviene che le famiglie ne ricavino un compenso materiale, poi si troveranno meglio, prenderanno delle abitudini buone e il benessere si propagherà senza premio e incitamento. Una volta, i ricchi facevano l'elemosina ai poveri delle loro terre che sfilavano alle porte dei castelli e delle ville. Ora il mondo è mutato, e in altro modo dobbiamo aiutare il nostro simile, occupandoci di creare un ambiente salubre e simpatico affinchè il suo lavoro possa svolgersi in condizioni favorevoli di vita; e tutto quello che si farà per il suo benessere fisico e morale andrà non solo a vantaggio dell'individuo, ma anche del suo lavoro.

All'estero il contadino vive assai meglio che da noi, eppure le terre non sono così fertili, nè il clima mite come il nostro, ma è che colà pensano molto di più di noi al lavoratore della terra e si fa qualche cosa di pratico per educarne la donna.

Ci sono per esempio, nel Belgio, nella Svezia e nella Svizzera, delle scuole dette ménagères, dove invece d'un insegnamento astratto si danno nozioni pratiche per coltivare la terra, s'insegna una quantità d'industrie agricole e casalinghe.