Quando sarà tolta o scemata la piaga dell'analfabetismo forse scompariranno certi pregiudizî che fanno vivere i contadini fra il sudiciume, e le norme d'igiene serviranno ad inculcar nelle loro menti, che un nutrimento buono dà forza e salute, e che l'acqua da bere non deve essere inquinata e il tenersi puliti è salute e civiltà, e col vivere nelle stalle non si respira un'aria buona.

Dove diminuisce l'ignoranza, aumenta il benessere; e quando questo sarà penetrato nelle case dei contadini, la donna prenderà amore alla vita dei campi e alle industrie casalinghe, ed innamorata della propria casa, più difficilmente si sentirà la volontà di abbandonarla per andare a rovinare la salute e corrompere la mente fra le mura cittadine.

Mi pare che sarebbe molto opportuno per l'istruzione e l'educazione del contadino diffondere nell'insegnamento degli asili rurali il metodo Montessori adottato già nelle case popolari di Milano e di Roma. Prima di tutto perchè è un metodo razionale che educa i sensi senza costringere troppo il bambino ad una disciplina che contrasti colla sua età giovanile, poi perchè educa prima d'istruire e insegna a lavarsi bene, a vestirsi, a tener puliti i propri indumenti, oltre che a leggere e scrivere senza fatica, poi a seminare e lavorare la terra, a tenere in ordine gli oggetti che si adoperano e più di tutto ad amare il loro lavoro. Con questo sistema stato già adottato all'estero e specialmente in America, un bambino di sei anni sa già leggere e scrivere senza aver fatto alcuno sforzo, e si trova preparato per le scuole elementari; soltanto vorrei che affinchè non dimentichino quello che hanno imparato, finita la scuola, avessero il mezzo di andare la domenica qualche ora ad esercitarsi nella lettura, a sentire qualche conferenza, e sotto la direzione di buoni maestri potessero allargare le loro idee mano mano che coll'esperienza della vita la mente si matura e si rinvigorisce.

Perciò ogni scuola dovrebbe avere biblioteche adatte affinchè chi ha terminato la scuola possa esercitarsi nella lettura, ma i libri scelti siano oltre che utili, piacevoli e interessanti, e possano invitare i ragazzi ad occupare nella lettura il tempo delle giornate festive.

La elevazione della donna, il buon nutrimento, l'istruzione e il relativo benessere potranno darci una schiera di lavoratori baldi, vigorosi, che faranno rendere la terra dieci volte di più con minor fatica; i contadini fiacchi dai movimenti lenti, che tornano al lavoro e lo trascinano svogliati per intere giornate non esisteranno più, non si vedranno più le mamme persuadere le figlie a non recarsi alla scuola come succede adesso in certe regioni.

Avranno finalmente capito che non è mutar lavoro e paese quello che ci eleva sui nostri simili, ma l'educazione e l'istruzione che rialzando il nostro sistema di vita ci permette di aver una casa in ordine e ben tenuta, i figlioli educati e puliti: e se ameranno il proprio lavoro, non avranno nulla da invidiare alle donne che vivono in quelli alveari popolosi che sono le case cittadine.

III. La donna nelle officine.

Dovunque è penetrata la civiltà e specialmente dove l'abbondanza d'acqua costituisce una forza da poter utilizzare per l'industria, si sono visti sorgere come per incanto, vasti fabbricati con lunghi fumaioli volti al cielo, con tettoie immense e vaste stanze ingombre di macchine, di utensili, di ruote e puleggie, tutto un organismo messo in movimento da forze potenti; veri tempî del lavoro dove ogni giorno entrano a frotte gli operai uomini e donne che la sera ritornano alle loro case per riposarsi di un lavoro destinato a spargersi per il inondo per sopperire ai bisogni di tante altre centinaia e migliaia di persone.

Tutti i grandi stabilimenti industriali mentre hanno fatto sparire la poesia e la calma serena dei campi hanno tolto molte braccia alla terra.

Quando il lavoratore dei campi vide davanti a sè quei grandiosi fabbricati, n'ebbe come una invincibile suggestione e il miraggio della sua vita, l'aspirazione più potente fu quella d'entrare nelle nuove officine dove il lavoro gli appariva più nobile e più rimunerativo, o almeno di mandarvi i figlioli, nella speranza di procurar loro un avvenire più lieto e sicuro, in ogni modo meno faticoso dei lavori campestri.