Dai genitori dovrebbe dipendere l'indirizzo dei figli; e se saranno meno ignoranti e più coscienti, penseranno alla responsabilità che hanno nella loro riuscita e terranno conto delle loro inclinazioni, della forza fisica e non faranno come dice il poeta, di torcere alla religione, tal che fu nato a cingere la spada. Il lavoro non è solo un mezzo per guadagnarsi da vivere, ma se fatto in buone condizioni riesce di vera soddisfazione e per noi stessi e per quello che si produce a benefizio della nostra famiglia e del nostro paese. Tanto nel lavoro dei campi come in quello dell'officina, si deve apportare un po' d'amore e d'entusiasmo e procurare di perfezionarlo e di scongiurare i pericoli che spesso offre. Le donne dovrebbero portare vesti succinte per passare in mezzo alle macchine senza correr il pericolo di esservi impigliate, lavarsi le mani prima di toccare il cibo, ed osservare tutte le norme d'igiene che dovrebbero essere raccomandate in ogni stabilimento.

Ci sono una quantità di leggi e regolamenti e per l'età e per l'orario, ecc., che se seguite tutelerebbero abbastanza l'operaio; e queste hanno giovato anche alla donna. Ciò che è bene poichè non avendo essa il voto, la sua voce non arriva molto in alto e non viene ascoltata mentre pure anch'essa avrebbe diritto di migliorare la sua condizione ed essere retribuita, a parità di lavoro, come il suo compagno. Non è giusto che soltanto perchè è donna il suo lavoro valga meno; e se ella ha dei periodi di riposo forzato causa le esigenze del suo sesso, potrà essere assistita dalle casse di maternità in modo da poter aver le cure richieste e da far sì che il suo lavoro non vada a scapito delle generazioni future.

Col progresso dei tempi molto si è fatto a beneficio delle classi operaie; nelle città e nei grandi stabilimenti vi sono asili pei bambini lattanti, scuole e asili pei più grandicelli, refezione scolastica, dopo scuola, ecc., affinchè le donne possano attendere al lavoro sapendo i figli ben custoditi. Ma ancora resta molto da fare specialmente nelle campagne e province, anche perchè se terminata la giornata di lavoro l'uomo va a sollazzarsi all'osteria, la donna deve occuparsi delle faccende domestiche, rattoppare la biancheria e i vestiti dei bimbi e non ha un minuto di riposo. Il lavoro sta bene, ma deve essere non eccessivo e ben retribuito; poi oltre alle casse di maternità ci dovrebbero essere casse di mutuo soccorso per le malattie e la vecchiaia in modo che la donna che ha lavorato per anni ed anni possa nell'età matura non aver bisogno di essere obbligata a lavorare per vivere e godere un riposo ben meritato.

Quando l'operaia sarà più cosciente ed istruita, procurerà di evitare i lavori che potrebbero essere di pregiudizio alla prole futura, e saprà per esempio che l'operazione di stendere il mercurio negli specchi è fatale per le donne gestanti; quasi sempre fu constatato dalle statistiche che in simile lavoro le gestanti abortiscono o il bimbo muore appena nato; dannose pure le officine dove si lavora il piombo, e perniciose le esalazioni di acido solforoso e i vapori alcalini che si sviluppano nelle lavanderie di cappelli di paglia, e certi colori adoperati per i fiori artificiali, o la biacca per imbiancare i merletti.

Ora che sono aperti tanti campi all'operosità femminile sarebbe molto meglio, non tanto per sè come per le generazioni future, che la donna evitasse le industrie che possono portar pregiudizio alla sua salute e in ogni modo evitasse il pericolo usando le dovute precauzioni. Se qualche volta la innumerevole schiera di conferenzieri che tengono discorsi in città ad un pubblico già evoluto, andassero nei piccoli centri industriali e nelle campagne ad illuminare quelle popolazioni semplici e ancora ignoranti sui pericoli di certi veleni, dando regole d'igiene con parole facili, farebbero un'opera veramente benefica.

Ora col progresso della scienza le norme d'igiene anche negli stabilimenti industriali vengono osservate meglio che in altri tempi, anche le donne sono più evolute; per migliorare la loro condizione si uniscono ai compagni, hanno compreso il grande vantaggio dell'associazione o fanno valere il loro diritto anche a costo di scioperare. Ma anche nell'officina, come nei campi, si deve lavorare con amore e procurare di perfezionarsi colla pratica e produrre il maggior lavoro possibile; a una buona operaia che è diligente e pratica del suo lavoro non mancherà mai il mezzo di procurarsi da vivere, sicchè può guardare l'avvenire con serenità. Poi per quanto le sia riservata una parte meccanica, c'è anche una certa compiacenza nel sapere di essere una piccola ruota dell'ingranaggio che produce la ricchezza del proprio paese; chi è intelligente può mutare in arte un semplice mestiere, come lo prova il fatto che si possono contare a centinaia coloro che dall'officina sono arrivati a posizioni più elevate. Certo, del resto, un'operaia vive meglio della fanciulla, che avendo maggiore istruzione, sceglie la carriera degl'impieghi, dove con minori compensi materiali ci sono maggiori esigenze sociali.

IV. Le lavoratrici della casa.

Fin dai tempi più remoti, ogni anno, una quantità di fanciulle abbandonano i lavori dei campi, la casa, i parenti per cercare un'occupazione come domestiche nelle città presso le famiglie più ricche.

Forse vi sono spinte dal disagio in cui vivono e dai lavori troppo faticosi per le loro forze, ma più spesso dal desiderio di mutare ambiente, di veder cose nuove e dalla speranza di migliorare la propria condizione.

Quando la via delle officine non era ancora aperta alla donna, non le rimaneva altro mezzo possibile per guadagnare un salario ed emanciparsi della propria famiglia. Data l'attitudine che ha la donna per le faccende domestiche non foss'altro per essersene sempre occupata, se è intelligente, la sua opera può venire molto apprezzata nelle famiglie; e se riesce a collocarsi bene, la sua sorte è molto più invidiabile di quella delle sue compagne, che si logorano la salute lavorando la terra o stanno tutto il giorno rinchiuse in un'officina occupate costantemente in un lavoro meccanico.