Un masso di marmo informe, un po' di creta lavorata e plasmata dalla mano dell'uomo, mutata in un'opera d'arte grandiosa che sfida i secoli, ecco dove l'uomo mostra la sua potenza creatrice.
La donna può riuscire anche nella scultura; qualche buona scultrice conta l'antichità e anche ai giorni nostri la signora Maraini si è mostrata esperta in quest'arte, ma è un'arte faticosa, non è facile esercitarla in casa occorrendo molto spazio; poi si addice meno ad un essere delicato quale la donna, alle sue mani piccine usare lo scalpello e mettersi alle prese coi grandi massi di marmo.
È vero che c'è la scultura da salotto: le statuette, i gingilli, ma sono più oggetti industriali che artistici; però, perchè valgano qualche cosa quelle statuette devono essere ben modellate ed esprimere un sentimento.
Qualche anno fa tra le signore ci fu un periodo di frenesia di modellare statuette di creta, in tutte le case era una invasione di fantocci stecchiti, che parevano di legno, non stavano in piedi, nei quali non erano osservate nè le leggi della statica, nè l'anatomia, dei veri mostri che facevano venir in uggia il dilettantismo e rimpiangere il tempo sprecato in lavori inutili e bambineschi.
Ma il male è che la donna finora non è stata abituata a conoscere il valore del tempo, e tutte abbiamo sulla coscienza di averne sciupato tanto, cosa che non accadrà quando avremo imparato a far cose buone e il nostro lavoro ci potrà dare qualche godimento o venir pagato a contanti.
Bisogna pensare che quadri e statue non sono oggetti necessari e ve ne sono sempre più del bisogno, tanto che ogni anno migliaia ne rimangono invenduti perchè oggetti di lusso; ma vi sono altri campi nell'arte ove la donna potrebbe riuscire ad acquistarsi fama e quattrini.
Quasi tutte le graziose vignette che illustrano i giornali americani sono eseguite da donne, e il nome di Kate Greeneway s'acquistò fama nel mondo per le illustrazioni della vita dei bambini fatte con tanta grazia e tanto spirito, con le figurine vestite di costumi così artistici e originali, un genere tutto speciale che solo una donna e un'artista poteva trovare.
Essa con quel mondo infantile segnato appena da contorni semplici, con quel genere altrettanto artistico che femminile ebbe gloria e fortuna.
Vorrei che anche in Italia invece di tante imbrattatrici di tele, uscisse dalla schiera delle pittrici qualcuna che si dedicasse al bianco e nero, alle illustrazioni, arte più semplice ma vera arte e altrettanto difficile; perchè il dar vita al soggetto senza l'aiuto del colore, se è cosa meno complicata richiede però mi disegno più perfetto e maggior intensità di pensiero. Occorrono, è vero, per riuscir bene molte qualità naturali e studî speciali, ma e un lavoro che una donna potrà fare tranquillamente senza abbandonare la casa, senza aver bisogno di molto tempo, di molto spazio e condizioni di luce speciali; e nel tempo stesso potrà ricavarne molto profitto.
Molte donne guadagnano da vivere dipingendo i figurini pei giornali di moda, altre fiori sui mobili e sui ventagli o sui vetri, insomma dedicandosi all'arte industriale e decorativa che prende sempre più voga ed è un nuovo campo aperto all'operosità femminile. Ora che la raffinatezza moderna vuole associato all'utile il bello, non c'è oggetto modesto d'uso comune che non possa venir decorato con gusto squisito. Basterebbe osservare gli oggetti etruschi, romani, pompeiani, di cui sono ricchi i musei del nostro paese per ricavare ispirazioni belle, per dar forma e decorazione ad arnesi di uso domestico; nuove forme e nuovi ornamenti possono essere aggiunti e creati dalle fervide fantasie femminili.