È un campo vasto infinito aperto alla donna nuova che abbia voglia di lavorare. Quelle mani esperte e delicate che seppero eseguire in ogni tempo nell'arte del ricamo e dei merletti delle cose pregiate e meravigliose, potranno in tutte le arti che hanno per base il disegno dare una nota personale di gusto e d'eleganza.

Nel disegno industriale, negli smalti, nell'oreficeria, nella rilegatura dei libri le donne hanno già incominciato a far buona prova e da quello che si vede ora c'è da sperare molto nell'avvenire.

Basta che quelle che non hanno tutti i requisiti per riuscire nella grande arte, rinuncino coraggiosamente alle aspirazioni di gloria e si dedichino con amore e con gusto alle arti industriali, dove ci vogliono pure molte qualità per riuscir bene; faranno almeno cosa utile e potranno ricavare un guadagno che invano avrebbero potuto chiedere alla pittura o alla scultura.

XIV. La musica e il teatro.

La musica non sembra arte umana, pare un linguaggio che venga da regioni ignorate e lontane e scenda nel profondo dell'anima, facendovi vibrare delle corde occulte e trasportandola in regioni superiori e soprannaturali.

La musica è nata colla donna; fin dai primi tempi della creazione, la sua voce limpida e squillante saliva nell'aria assieme al gorgheggio degli uccelli a festeggiare la natura risorta.

Il canto muliebre dopo aver echeggiato forte e selvaggio nelle antiche foreste ed esser salito al cielo dalle are druidiche unito ai sacrifizî cruenti, salì per le eccelse volte delle chiese e dei conventi su in alto col fumo degl'incensi; ed ora sulla scena dei nostri teatri, soggioga col suo fascino una folla plaudente e può dare uno dei maggiori godimenti che si possano desiderare su questa terra.

Se si narra d'Orfeo che riuscì a domare colla musica le fiere, e di David che potè calmare le ire del forsennato Saulle, bisogna dire che la musica abbia una potenza sovrumana.

Quando poi uomini di genio costrinsero i suoni a seguire certe leggi e vi aggiunsero le armonie sgorganti dalle loro anime come limpide acque dalle fonti perenni, la musica si trasformò in arte sublime e quasi divina.

È strano che la donna la quale interpreta con tanta arte la musica altrui, che ha nella gola gorgheggi da usignuolo e sa trarre, colle mani esperte, concenti melodiosi dagli istrumenti più ingrati, non sia mai riuscita a comporre nell'arte musicale, un'opera, non dico sublime, ma nemmeno mediocre.