Maurilio levò lentamente la testa e fissò Giovanni collo sguardo sicuro dei suoi occhi verzigni, intelligenti e profondi.
— Sono lo spirito d'esame: disse egli; poi si levò in piedi e si tirò su della persona in una mossa superba che parve ingrandirne la statura. Con voi credo poter parlare il linguaggio della verità: soggiunse. Siete voi così dappoco, che non altrimenti possiate perseverare in un'impresa, se non vedendone l'esito sicuro e scartati tutti i pericoli? Cogli altri che stimo da meno di voi, ho io tenuto mai un simile linguaggio? Venga il giorno della lotta, e vedrete questo demone del dubbio combattere come il genio della disperazione.
Selva si precipitò verso di lui e gli afferrò una mano che strinse con forza ed effusione.
— Perdonami! Diss'egli con accento che partiva veramente dal cuore.
Maurilio fece un mesto e pallido sorriso di indefinita espressione e si lasciò ricadere seduto.
In quella s'udì pel silenzio della notte l'orologio d'un campanile batter le ore.
— Undici ore! Esclamò Vanardi, poichè le ebbe contate. E Tiburzio non è ancora qui? Pur troppo ho paura.....
— No, no: disse vivamente Romualdo. Io lo conosco per bene. Mario alla sua foga ed alla sua audacia congiunge pur tuttavia una suprema prudenza. Fin da giovanetto si trovò a dover lottare colla polizia di Roma, poi, esule in Francia, con quella sospettosissima di Luigi Filippo. E' ne conosce tutti i mezzi e le arti, e sa a quelle di esse contrapporne delle altre che le sventano. Poichè è qui in Piemonte, son certo che niun sospetto ancora egli ha destato d'essere un emigrato politico ed un agente delle patriotiche società segrete. Qualche cosa lo avrà trattenuto, ma siccome ci ha promesso di venire, verrà senza fallo.
Romualdo non aveva ancor finito di pronunziare queste parole, che si udì il passo fermo e franco d'un uomo sul pianerottolo.
— Eccolo qui di sicuro: soggiunse Romualdo.