A queste parole l'impetuoso Giovanni Selva proruppe:
— Oh! se ciò fosse mai vero? Ma tutto il Piemonte sorgerebbe con entusiasmo dietro il suo principe, e si rovescierebbe addosso ai Tedeschi. Ed io, io stesso griderei: viva il re!
— Ed io? Corpo di bacco! Esclamò Vanardi il quale, all'idea di poter essere liberale e patriota d'accordo col governo, sentiva l'animo rassicurarsi non poco.
— Certo che sì! Soggiunse ancor egli Romualdo. Questa sarebbe pure la miglior ventura per l'Italia.
Maurilio solo si tacque e non si mosse nemmanco, sempre tenendo il mento appoggiato alle mani, l'occhio fisso nel crepitar della fiamma.
Tiburzio fece pausa un istante, come per dar tempo allo sfogo di quel subito nuovo sentimento nei compagni; poi girando attorno su di essi lo sguardo freddo ed acuto dei suoi occhi neri disse con ispiccato accento:
— Udite la risposta che io gliene diedi, e se vi parrà che in essa meco non possiate convenire, accusatemi pure d'aver errato respingendo assolutamente ogni accordo col partito monarchico, ogni fiducia nel liberalismo principesco. Signore, io gli dissi, quando un uomo ha nel suo passato i fatti del ventuno — chiamateli pure, con termine il più mite possibile, un abbandono soltanto; — quando quindici e più anni di regno assoluto e tirannico in cui si è governato coi poliziotti, col predominio della sciabola, del nobilume e dei gesuiti, a beneplacito dello straniero, hanno dato la misura dell'amore d'un principe verso il suo popolo, non è mercè alcune belle parole buttate là in una conversazione privata, scritte forse per arte politica in una lettera che non avrà mai carattere ufficiale di realtà, che quest'uomo e questo re possa far credere alla sincerità de' suoi sentimenti liberali, all'ardore del suo patriotismo. A nome di tutti i patrioti italiani che hanno travagliato e si travagliano per la libertà del loro paese, a nome di tutto il popolo che ha sofferto e che soffre, io sento il diritto di chiedere a questo come ad ogni altro principe d'Italia qualche maggiore e più effettiva guarentigia che questa non sia, per porre fidanza in esso lui.
«D'Azeglio mi prese per la mano e mi disse vivamente:
«— Ma se questo re vedeste scendere in campo e cimentare la corona e la vita per la nostra patria, non gli credereste? Non lo seguitereste voi?
«— Sì, risposi, allora sì: ma allora soltanto.