Tiburzio gli si accostò e gli pose lievemente una mano sulla spalla.

— E voi, domandò, che avviso è il vostro?

Maurilio alzò il capo dalle mani e gli occhi in volto al richiedente; poi rispose con tranquilla indifferenza:

— Avete detto tutti di sì; tanto vale che lo dica ancor io. Ad ogni modo, sapete che io sarò sempre con voi; ma se, per via di discorrere, mi voleste lasciar dire quattro parole, io vorrei snocciolarvi alcune mie osservazioni.

— Parlate: disse Mario.

— Parla, parla: esclamarono gli altri.

Il nostro protagonista levò via i piedi dal fuoco e battè con essi sullo scalino del focolare per scuoterne la cenere, si volse sulla seggiola verso i compagni, e con tono lento e quasi indeciso, come se si peritasse o non avesse ben chiaro innanzi ciò che avesse da dire, incominciò a parlare con voce esitante e sommessa. Ma poi nel progredire del discorso venne via via rinfrancandosi, e le parole più fluidamente e più ordinatamente gli uscirono dalle labbra, e la voce eziandio si raffermò e crebbe di forza e d'efficacia nell'accento.

— Sì..... certo.... Mario Tiburzio ha ragione.... Credere così di piano all'amore dei re assoluti per la libertà è..... direi quasi..... almeno almeno poca prudenza..... Ma pure questa misteriosa figura di Carlo Alberto ha qualche cosa in sè di.... di speciale..... che accenna ad un'eccezione..... Non voglio già dire con ciò..... Io non vi parlo che di mie impressioni, e so bene che valore queste possono avere..... A me è avvenuto poc'anzi, per la prima volta, di trovarmi innanzi al re, a due passi..... alla distanza a cui ora sono da te, Selva.... e di guardarlo fisso negli occhi..... così..... come guardo te..... Fu uno sguardo e non più; fu un minuto, un attimo, un nulla, eppure vidi, sentii pensai, conobbi, quasi oserei dire, di quell'enimma coronato d'uomo assai cose.

Selva lo interruppe domandandogli dove e come gli fosse avvenuto questo incontro col re, il quale, nelle condizioni del giovane plebeo, pareva anzi che straordinario, impossibile.

Maurilio raccontò impacciatamente essersi introdotto, e tacendone il vero motivo disse per curiosità, nell'atrio dell'Accademia filarmonica, e ciò che colà eragli accaduto; poscia riprese tornando al suo discorso: