— Ebben sì: proruppe Francesco. A me accadde il peggio oltraggio e la più scellerata prepotenza onde possa esser fatto segno un uomo onorevole....

Si fece rosso in volto come bragia, gli occhi suoi balenarono d'un'ardentissima fiamma e le vene della fronte gli divennero turgide.

— Udite, udite tutti, e rispondetemi se simile infame affronto si possa lavare altro che col sangue... Un impertinente di nobile... non ha guari.., adess'adesso.... in presenza d'un migliaio di persone... di signore e di cavalieri... mi ha percosso qui, su questa guancia col suo guanto...

Le lagrime gl'inumidirono gli occhi, si coprì colle mani la faccia, mandò un gemito e si lasciò cadere sulla seggiola vicina in preda al suo fierissimo turbamento.

I suoi amici, da Mario e da Maurilio in fuori, gettarono un grido di stupore e d'indignazione.

— Chi è questo scellerato? Domandò Giovanni Selva.

— Come avvenne codesto? Disse Romualdo.

— Perchè? A qual occasione? Interrogò Vanardi.

Benda ricacciò indietro quelle lagrime di sdegno che s'arrabbiava di sentir colare, premette sulle occhiaie e sulle guancie le sue mani contratte, levò il viso più fortemente sdegnoso di prima e disse con voce tremante dall'ira la più profonda:

— Chi è? Non conoscete voi tutti il brillante marchesino di Baldissero? Quell'impertinente che si vanta di trattare cavalli, cani e uomini del popolo nella stessa maniera, collo scudiscio?.... Il mondo, e' si vuol fatto tutto per questa razza di gente. Noi abbiamo da essere i loro servi, i loro giuocatoli; Carabinieri e polizia son lì per mantenerci in questa bella parte... Hanno il sangue azzurro loro!... A loro tutto è permesso. Noi non abbiamo che da curvarci e lasciarci percuotere.... Giuraddio!.... È tempo che ciò finisca!.... Quel giovinastro incominciò per oltraggiarmi fieramente con parole e col contegno. Non chiedetemene i particolari. Gli risposi — e non potevo a meno — che era un incivile. Si volse verso me, non in furore, ma colla calma d'un uomo che castiga il suo botolo che gli ha disobbedito, e col guanto che teneva nella mano snudata, mi colpì sul viso. L'atto era per me così inaspettato che non potei nemmanco ripararmi il colpo...