«— Lei stia qui, pronta ai miei ordini.
«Poi tornò parlare a me con accento d'interrogazione:
«— Avvocato, se non isbaglio?
«— Sì.
«— Ebbene sappiate che se all'Università S. M. vi ha lasciato insegnare a far l'avvocato, non è perchè cerchiate dei cavilli e delle ragioni da discutere gli ordini che vi si dànno in servizio di S. M. medesima.
«Io volli parlare, ma egli non mi lasciò aprir bocca.
«— Non vogliamo tanti ragionamenti e tanti ragionatori, avete capito? Vogliamo gente che ubbidisca, e basta. L'avvocato andate a farlo in tribunale, se qualche disgraziato vi confida il patrocinio della sua causa: ma quando un ufficiale dell'Arma d'ORDINE MIO, vi intima una cosa, corpo di bacco, vogliamo nissuna osservazione e pronta ubbidienza. Avete capito? Gli è proprio che viviamo in certi tempi, mio Dio! in cui questa gente da nulla mette su delle arie, e se la lasciassero fare!... Voi già vi conosciamo, signor avvocato, ve lo dico io, vi conosciamo ed abbiamo l'occhio aperto su voi.... Siete un liberale, voi, leggete i fogli, voi, vi fate venire dei libri, voi.... Buffone che siete!...
«— Signore! Esclamai io che non ne potevo più, affrontando arditamente il suo sguardo.
«Egli battè di nuovo e più forte, sull'elsa della sciabola.
«— Corpo del diavolo! Gridò. Che cos'è questo tono? Che cosa è questo guardarmi in faccia? Abbassate quegli occhi. State come si deve innanzi ad un superiore.