«— Oh oh! Pensare, soggiunse egli ridendo, con quella testolina, alla tua età!.... Ma intanto non badi ai fatti tuoi; e vedi un po' che una delle tue vacche è fuori del pascolo, ha invaso il campo di Giammaria e sta mangiando a piene ganascie il suo trifoglio. Così cominci per lasciar far danno a quel pover uomo: e poi la bestia pasciuta di trifoglio gonfierà e potrà anche morire; e per Menico la sarà brutta, e la vedranno brutta anche le tue spalle.

«Mi scossi in sussulto «come persona che per forza è desta» e corsi a parar via la vacca dal campo di trifoglio.

«Quando tornai presso al parroco, questi mi pose amorevolmente una mano sul capo; e guardandomi non senza affettuoso interesse, mi disse:

«— Come sei concio! Tu non ti lavi mai, ci scommetto. Non sai che la pulizia è l'eleganza del povero?

«Io mi sentii arrossire e chinai la testa senza rispondere.

«— La Giovanna, continuava egli, non ti ha mostrato a tenerti pulito?

«— No.

«— Ebbene, ciò non ostante avresti dovuto impararlo da te stesso.

«Io arrossii ancora di più, e chinai più basso ancora la testa. Don Venanzio stette un poco a guardarmi così in silenzio, e il suo sguardo mi rendeva impacciato bensì, ma non mi faceva pena, tanto ci sentivo in esso di pietà e di affetto.

«— Oh Signor benedetto! Esclamò egli di poi come parlando a se stesso; è egli possibile che delle creature umane tirino su un'altra creatura a questo modo senza pulirne in niuna guisa nè il corpo nè lo spirito?