— Vengo, vengo; ripetè la voce di Meo; e dopo un poco si vide comparire dalla botola le chiome giallastre arruffate, la fronte depressa, la faccia melensa, le spallaccie quadre, il corpo tozzo d'un giovinastro il quale, al solo vederlo, si poteva affermare che non si rubava un titolo immeritato quando si faceva dare dell'imbecille.

Vistolo a venire, Maddalena si affrettò per tornare nella camera da cui il padrone l'aveva fatta uscire allor allora. Ma le convenne passare vicino ai due bevitori di cui abbiamo parlato più su, e quello di loro dalle malvagie sembianze, smesso il discorrere col suo compagno, tese una mano ed arrestò per le gonnelle la fantesca.

— Eh! Una parola, Maddalenuccia bella.....

Ma la giovane volgendoglisi di mala grazia e facendo a liberar le sottane dalla mano di lui:

— Lasciatemi stare. Marcaccio, disse con rozzo accento.

— No, per la barba di mastro Impicca: riprese ghignando Marcaccio. Voglio vederti, voglio parlarti ancor io, o che? Non vieni mai a mostrare il tuo musino alla nostra tavola, corpo d'un salame! Che i nostri denari non valgon quelli di que' cacazibetto che son di là?... Sta qui un momento Cr..... ch'io t'inchiodo con una manata su quella panca.

— Volete lasciarmi! Gridava fra sdegnata ed atterrita la giovane. Guardate che c'è di là il medichino, ed io lo chiamo.....

Marcaccio allargò la mano e curvò il capo.

— Ah! C'è il medichino... Non chiamare nessuno stregherella del demonio, e vanne alla malora.

Così borbottò egli fra i denti stretti, e Maddalena s'affrettò a sparire per l'uscio della camera vicina. All'aprirsi di quest'uscio, gli occhi dello sconosciuto, il quale si trovava al desco postovi di faccia, poterono scorgere quegli uomini che sappiamo essere radunati in quella stanza medesima, e fra essi distinsero un giovane alto di statura, ben fatto di corpo, di bellissime sembianze, in vesti da operaio, ma portate con certa grazia signorile, come signorili erano nullameno l'aspetto ed i modi.