«Quando i visitatori furono al mio letto, siccome ero già in piena convalescenza, non si fermarono neppure; passandomi innanzi il medico volse verso me la testa e mi domandò:

«— La va sempre bene, giovinotto?

«E siccome io risposi di sì, continuò il suo cammino senz'altro.

«Gian-Luigi passava ancor egli, senza badare a me più questa che le altre volte. Io radunai tutto il mio coraggio, e lo chiamai per nome ad alta voce, ma un pochino tremante. Egli si riscosse, mi guardò fiso e mi riconobbe: parve un po' conturbato, o per dir meglio contrariato; esitò un istante e credetti fosse per tirar diritto cogli altri senza darmi punto retta; siccome assolutamente mi premeva il parlargli, benchè sentissi più tremante ancora farsi la mia voce, imperocchè il cuore mi battesse concitato, mi apprestavo a ripeter l'appello, quand'egli, come accortosi di quella mia intenzione, sembrò ravvisarsi e venne a me sollecitamente.

«— Sei tu? mi disse affrettato senza lasciarmi aprir bocca. Ed io non t'ho mai visto, o per dir meglio non riconosciuto? In fede mia non mi sarei mai più aspettato di trovarti qui.

«Nella sua premura, nell'accento delle sue parole non sentii caldezza nessuna d'affetto od interesse di sorta; ma piuttosto la fretta di sbrigarsi da colloquio che non molto gli andasse a grado, l'impazienza di trarsi fuori da cosa che lo contrariasse.

«Gli dissi del gran bisogno che avevo di parlargli.

«— Va bene: mi rispose interrompendomi; ma adesso no; adesso non posso. Bisogna ch'io segua la visita. Continuo i miei studi da medico, ed è perciò che tu mi vedi qui. Tornerò per udirti e parlarti in ora più opportuna, quando lo potremo con più comodo. A rivederci.

«Non mi strinse neanche la mano e mi lasciò per raggiungere in fretta i compagni.

«Quel suo contegno mi diede una tristezza che potrei chiamare un dolore. Ricordai la freddezza dell'addio nella sua partenza, e mi dissi che questo accoglimento nel rivedermi era peggio ancora scevro d'ogni affezione. Entro il suo cuore io dunque non ci aveva proprio più posto, e non sapevo capirne il perchè. Ero troppo inavvezzo ancora per indovinare che in presenza de' suoi attuali compagni, egli — il mio compagno d'infanzia, un trovatello al pari di me — si vergognasse di conoscere un cencioso villanello malato all'ospedale.