«Egli però mantenne la sua parola e quel giorno stesso venne a vedermi da solo. Il suo contegno fu tutt'altro da quello della mattina. Mi serrò con effusione tuttedue le mani, mi prese fra le sue braccia e mi strinse al suo seno, baciandomi e ribaciandomi; sedette presso il mio letto, e tenendo fra le sue mani la mia destra ascoltò con viva attenzione il racconto dei fatti miei.

«Innanzi a quei suoi modi gentilmente affettuosi tutta quell'amarezza che era nata in me contro di lui pel trattamento usatomi quel mattino medesimo si dileguò ratto come la prima neve sottile ai raggi caldi d'un bel sole. Mi sentii l'animo riconfortato; e la irresistibile seduzione che quel giovane esercita sopra ognuno quando voglia, riprese tutto il suo impero su me.

«Egli mostrò caldamente interessarsi ai miei casi cui compatì, si mostrò spiacente assai di ciò sopratutto che io fossi stato in prigione, e vivamente disse e ripetè insistendo che anzi ogni cosa io aveva da mettere tutte le mie cure nel nascondere ad ognuno e sempre questa circostanza. Le sue parole a tal proposito mi ricordarono quelle di Graffigna.

«— Il carcere, vedi, così mi diss'egli, nella nostra stupida società che vive di pregiudizi e di pecorili usanze, imprime a chi lo subisce una specie di marchio indelebile che lo addita al sospetto ed alla disistima di tutti — specialmente degli sciocchi che sono l'immenso maggior numero — e ciò qualunque sia la causa, fosse pure un errore, per cui questo carcere fu subìto. Codesto di certo non accade con me. Prima di tutto io ti conosco per bene; e poi sono superiore al volgo d'ogni fatta — anche a quello che calza guanti e va in carrozza, il quale in molte cose è più crassamente volgo dell'altro. Ma faremo bene in modo che niuno abbia mai da saperne un'acca. Per presentarsi nel mondo bisogna avere un nome ed una famiglia ed un passato che si possa raccontare francamente a tutti. Nè tu, nè io non abbiamo nulla di codesto; ebbene faremo per te ciò che ho già fatto per mio uso; ti fabbricheremo un passato, una famiglia ed un nome. Dimmi frattanto se tu hai qualche progetto sul tuo avvenire.

«Gli contai ciò che s'era detto e deciso fra Don Venanzio e me, e gli confessai la mia ripugnanza ad acconciarmi come servo. Gian-Luigi crollò il capo e levò le spalle.

«— Quel Don Venanzio è il miglior prete del mondo, diss'egli, ma il più disadatto ad immischiarsi in queste cose. Eppoi ti ho detto che bisognava fabbricarsi un passato acconcio, ed il vecchio parroco è la realtà vivente del passato che occorre nascondere. M'incarico io del tuo avvenire; ho già in vista quello che fa per te; manda a spasso il parroco e lasciami fare.

«Mi affidai tutto in esso, e promisi avrei fatto a suo modo. Quindi lo richiesi di lui, della sua vita e delle sue condizioni.

«Egli mi rispose con una leggerezza spensierata e piena di allegro brio:

«— Io? Sono niente ancora, ma tendo le fila per diventare..... che cosa? Non so bene, ma pur tale che conti..... Vivo tuttavia sulla somma pagatami dagli eredi del mio protettore. Il giuoco, in cui la fortuna mi seconda, accresce i miei proventi ed allunga la vita a quel capitale che faccio correre al gran trotto a tiro a quattro sullo stradone delle spese e del lusso, lasciandone un lembo ad ogni segnacolo della via. È una vita turbinosa che inebria. Prima che quel capitale sia finito, qualche cosa avrò trovato. Seguito gli studii di medicina pro forma; e poi perchè la fisiologia, oltre all'essere curiosissima scienza, mi può diventar utile; ma intanto studio più profondamente il mondo e la società, questo gran libro in cui tutto è scritto e in pochi sanno leggere, questo malato cui la cancrena travaglia e il medico da saperlo curare non è ancora nato. Tu studierai meco; e ci aiuteremo a vicenda. La tua potenza d'osservazione e la mia nativa acutezza di scetticismo diffidente sono fatte apposta. Comincieremo per mettere a nudo questo mondo mascherato e imbellettato; lo sviscereremo come fa l'oste che aggiusta un pollo per farlo arrostire; poi lo domineremo. L'anatomia d'un cadavere è cosa interessantissima: è tale a mille doppi quella d'un organismo vivo, quella d'una personalità immensa quale si è la società umana. Siamo dunque intesi. Di quest'oggi stesso mi occuperò de' fatti tuoi, e non tarderò molto a venirtene a dire i buoni risultamenti. Addio.

«Si partì così, lasciandomi nel cuore un poco di quella vivacità, di quelle speranze, di quell'ambizione fors'anco che davano al suo carattere ed ai suoi modi animazione cotanta; e con ansia stetti aspettando il suo ritorno.