«— Suvvia, mettetevi a letto, mi disse il mio nuovo padrone, riposatevi, dormite, e domani stesso comincierete le vostre funzioni.

«Si avviò per uscire, ma quando fu alla porta si fermò per soggiungere:

«— Forse avete bisogno di qualche cosa; or ora che venga Dorotea da voi, le direte ciò che v'occorre. Qui già non si mangia mai fuori pasto, ma per voi che siete ancora convalescente, credo bene che vi sarà un po' di brodo. Intanto dite le vostre orazioni e se aggiungerete un pater e una ave alla mia intenzione, mi farete piacere. Io da mia parte non vi dimenticherò nelle mie.

«Strinse le mani come uomo che prega, storse il collo e borbottò fra le labbra con aria compunta come chi dice una giaculatoria, quindi uscì. Io stetti un poco li piantato al luogo in cui mi trovavo, senza quasi sapermi render conto esattamente delle mie condizioni, di quello che succedeva e di me stesso. Una nuova vita incominciava per me, ciò era certo. Il passato cadeva irrevocabilmente nel baratro delle cose distrutte per sempre e che non tornano più. Questo passato ben era stato abbastanza infelice perchè io non avessi a rimpiangerlo: eppure sentivo un'esitazione, quasi una paura nell'affacciarmi all'oscurità di quel futuro che stava per incominciare.

«Mi riscossi sentendo invadermi sempre più le membra da quel freddo fisico a cui andava compagno un freddo morale che mi veniva avvolgendo l'anima. Tutto intirizzito mi affrettai a pormi a letto, il quale trovai ben diverso, quanto a comodità ed agiatezza, da quello che avevo all'ospedale. Ero inoltre non coperto abbastanza e per quanto rammontassi addosso a me quei pochi panni mezzo laceri che avevo allor allora svestito, sentivo tuttavia crescermi lo intirizzimento che mi faceva battere i denti come a chi è assalito dalla terzana.

«Poco stante entrò una vecchia trascinando le pianelle entro cui teneva i piedi, burbera d'aspetto, grossa e robusta della persona, con qualche cosa di virile nelle sembianze, che mi fece il più scontroso effetto del mondo. Come certe volte si è mai ingiusti nell'apprezzamento fatto dietro la prima impressione! Per quella creatura brutta e grossolana, io provai di botto una viva ripugnanza che mi fece sembrare di vedermi davanti risuscitata la Giovanna, più niquitosa che mai. Ella portava sopra il suo braccio in un fascio alcune vestimenta, destinatemi da messer Nariccia.

«— Ebbene, giovinotto, mi diss'ella coll'accento con cui si parla colle persone che si vogliono strapazzare, di che cosa avete bisogno? Orsù parlate.

«Io levai timidamente lo sguardo verso quella megera e il suo viso scuro colle sopracciglia aggrottate mi fece una vera paura. Mi parve che se domandassi alcuna cosa a quella donna, avrei incorso chi sa qual pericolo: risposi tremando e di freddo e di suggezione:

«— Non ho bisogno di nulla, non voglio nulla.

«La vecchia Dorotea mi guardò con aria più feroce di prima.