«Toccò le mie guancie e le braccia e le mani.
«— Questo babbuino è freddo come una manciata di neve. E' non ha niente affatto sangue nelle vene. Bel coso che monsù s'è andato a caricare! Egli ci basirà qui come un pippione da imbeccare tolto troppo presto dal nido.
«Stette un momentino in silenzio, poi mi disse ruvidamente, colla guisa che altri avrebbe fatta una minaccia o scaraventata in faccia un'ingiuria:
«— E vostra madre? Dove l'avete vostra madre?
«Queste parole mi scesero profondo nell'anima come una punta di lama che mi ferisse. A quell'essere sconosciuto che era stato mia madre pensavo cotanto e sentivo verso di essa tante e sì forti aspirazioni! Il rammentarmi ad un tratto in quelle condizioni che non avevo, nè mai avevo avuto intorno a me una madre, mi fece sentire più doloroso, più disperante il mio isolamento, così che, senza potermi in nessun modo frenare, ruppi in un subito pianto.
«Dorotea stette un poco a guardarmi come stupita, poi mi disse collo stesso accento, senza che la sua voce avesse pure il menomo cenno di pietà:
«— Che? vostra madre è morta?
«Mi rasciugai le lagrime, soffocai a forza i singhiozzi, e risposi con più ferma voce che potei:
«— Non la ho mai conosciuta.
«E poi, come sentivo l'emozione vincermi nuovamente, nascosi la faccia sotto le coltri e mi premetti coi pugni chiusi gli occhi che a forza volevano piangere. Dopo un poco, non avendo udito più alcun rumore, alzai la testa, e non vidi più nessuno. Dorotea, forse infastidita di quelle mie lagrime, avevami lasciato lì, senza tentar pure una parola di consolazione. Provai quasi un sentimento di sollievo a trovarmi solo; ma il bisogno di ristoro si faceva sempre più forte, aumentava quel freddo che m'intirizziva e cominciava a darmi un vero tormento. Eppure domandare non osavo; avevo rifiutato un minuto prima ciò che mi si era offerto; ed ancora, se avessi pur domandato, non ero sicuro che alcuno sarebbe venuto al mio appello.