«Povera gente! Vivono e muoiono nella più crassa ignoranza; come non sarebbero essi vittime di superstizioni e pregiudizii che ne deturpano anche le più generose e favorite nature?

«Per quella famiglia c'erano due esseri che raccoglievano tutto l'odio di cui era capace, odio che essa pur dissimulava sotto le sembianze del più umile rispetto. Questi due esseri erano: uno il padrone della terra ch'eglino coltivavano, ed il quale senza spargere su di essa la menoma goccia di sudore, toglieva dei frutti della medesima la miglior parte, l'altro il Governo, cui non conoscevano altrimenti che per l'alto prezzo del sale cui dovevano pagare, per le contravvenzioni loro accagionate e dovute pagare per violazione alle leggi della caccia, e finalmente per quello che giudicavano il peggior eccesso della tirannia: lo aver loro tolto quel figliuolo, il cui lavoro era più utile, per trascinarlo lontano chi sa a qual vita, chi sa con quali effetti per quell'infelice temporali e spirituali, del corpo e dell'anima!

«Questo della coscrizione, è veramente il più duro e terribile tributo che la società abbia inventato a danno delle famiglie e dell'individuo — e in definitiva anche a danno di se medesima.

«La famiglia si alleva con mille stenti, con mille cure un figliuolo, e quando questo comincia ad essere in grado di compensare col frutto del suo lavoro i sacrifizi che ha costato ai suoi, di corrispondere degnamente col suo all'affetto dei genitori, di restituire alla vecchiaia del padre e della madre quei beneficii di amorosi riguardi con cui padre e madre allevarono la sua infanzia, allora appunto intravviene il Governo che afferra questo figliuolo, lo strappa alle braccia, all'affetto, ai bisogni della famiglia, nulla si cura delle tendenze, degli studi precedenti, della vocazione del medesimo, ed impiccatolo in un cravattino duro, insaccatolo in un cappotto, lo caccia sotto la ferrea prepotenza d'un istruttore militare burbero, grossolano, il più spesso manesco, ad imparare le delizie dell'un-doi.

«Questo povero diavolo, sceverato sino allora dagli urti e dalle malizie del mondo per la soave cerchia della famiglia, stretto coll'amore tenace dei campagnuoli alla sua terra, ai suoi campi, attaccato alla sua officina, ai suoi studi, deve ad un tratto rinunciare a tutte le sue abitudini, guastare il suo avvenire, interrompendo la sua carriera, trovasi a contatto con una turba di compagni cui la vita soldatesca ha già svezzati da ogni domestica delicatezza, in cui sono rappresentati tutti i vizi sociali che fermentano e prosperano nelle agglomerazioni, a cui pare qualità di buon armigero ostentare un certo cinismo nella corruzion dei costumi, nell'assenza di gentilezza. Trasportato in paese lontano dal suo, obbligato a faticoso esercizio d'un mestiere faticoso, minutamente pesante, composto di atti di cui non vede l'utilità, oppresso da una disciplina che offende la sua libera personalità, costretto ad una vita innaturale, a cui tutto il più spesso in lui ripugna, l'infelice giovane soffre finchè o soccombe, ed il caso non è raro pur troppo[8], o vi si assuefa, avendo perciò obliterate alcune e delle più preziose qualità del suo animo; così bene che l'esercito avendo preso al villaggio un giovane onesto, morigerato, laborioso, buon figliuolo, che sarebbe buon marito e buon padre, gli rende poi molte volte un uomo vizioso, giuocatore, libertino, scaldapanche d'osteria, inavvezzo al lavoro, prepotente, rissoso, desolazione della famiglia e spargitore di funeste cattive abitudini fra la gioventù[9].

«Ed ecco quindi come anche la società ne riesce ad avere un danno più grave di quel che paia. Avrebbe potuto contare un buon operaio, un onesto agricoltore, un lavorante, insomma, che avrebbe concorso alla produzione della ricchezza comune; invece ne ha fatto per tanto tempo un consumatore improduttivo, e ne' più de' casi si è preparato un membro cancrenoso che diffonde il guasto intorno a sè.

«Quando il bisogno urgente della patria lo vuole, allora va benissimo che si passi sopra ad ogni altra considerazione, e tutti quelli che valgono accorrano a recare il braccio ed il sangue in difesa della sicurezza comune, ma in tempi ordinarii, quel sistematico sottrarre una parte della gioventù agli utili lavori, che è la coscrizione annuale, mi pare la più ingiusta barbarie che abbia saputo inventare la nostra vantata ma troppo manchevole civiltà. Più progrediti di noi l'Inghilterra e gli Stati Uniti d'America che non conoscono questo tremendo tributo, cui introdusse l'ambiziosa sete di dominio di Napoleone, e cui condannò pur tuttavia egli stesso negli ozi di S. Elena.

«Ma lasciamo codesto. Quasi una settimana io restai in casa di quei buoni campagnuoli, e quando mi partii, e' mi fecero mille sollecitazioni perchè rimanessi con loro, che un boccon di pane non mi sarebbe mancato più mai. Il mio destino mi traeva qui. Quando ci arrivai una delle prime persone in cui m'imbattei fu Graffigna.

«— Lo stupido animale che siete! Egli mi disse venendomi incontro con un'aria quasi minacciosa. Non solamente rifiutate la fortuna per voi, ma impedite che altri la colga. Voi avete avvertito Nariccia, e quel caro amico che il diavolo attanagli, ha fatto cambiare tutte le serrature. È una cattiva azione la vostra.

«— Sì, risposi sogghignando con disprezzo, come fu buona la vostra di farmi scacciare di là.