— Mah! Se ne dicono tante sul suo conto! Il più certo pare che fosse una di quelle che saltano sui cavalli. La chiamano ancora La Leggera. Dicono che qualche considerevole personaggio l'ha tolta dal dorso dei cavalli per metterla in un elegante appartamento con mobili, servitù, carrozza all'avvenante. Anzi si bisbiglia che i protettori sieno più d'uno. Quel che è certo, si è che nella Villa-lunga c'è baldoria tutti i giorni: conviti, festini, balli, giuoco tutta la notte..... e peggio, che non si finisce mai; e vi accorre gran gente d'ogni fatta; e si spendono allegramente dei gran denari.
Candida — e non sapeva il perchè — ascoltava con molto interesse le parole del suo cocchiere. Ad un punto s'accorse di questo suo eccesso di curiosità non troppo degna, e vergognatasene, arrossì leggermente.
— Non vi ho domandato la storia di madamigella Leggera: diss'ella con accento più severo di quello che il bisogno non fosse, e si ricacciò in fondo la carrozza, tornando a darsi in preda ai suoi confusi e disordinati pensieri.
Chi le avesse detto che quelle volte in cui Luigi era stato veduto in quei dintorni, prima ancora che essa lo conoscesse, egli o veniva dalla Villa-lunga o vi si recava a passar la notte in quelle baldorie della Leggiera! Chi le avesse detto che quel giorno stesso in cui il temporale lo fece riparare al castello di lei, Luigi era diretto a quella volta!
Due giorni dopo quell'incontro, la cameriera, fosse per interesse che sentisse verso la padrona, fosse per malignità femminile, trovò modo di far capire alla contessa che Luigi la sera innanzi era stato visto in que' luoghi e la mattina medesima era stato incontrato sulla strada per a Torino. Ora al castello egli non s'era lasciato vedere. Candida sentì quella certa spina infitta nel cuore dar sangue dolorosamente.
E perchè il suo pensiero corse allora a quella donna che aveva incontrata per via?
Il conte era allora al castello; Candida non poteva chiamare Luigi a sè perchè venisse a scolparsi; gli scrisse quattro pagine di rimbrotti e di accuse, invitandolo a difendersi per lettera ancor egli. Luigi rispose laconicamente affettuoso. Essa aveva fatto riguardo alla mancanza di quella notte mille supposizioni ed accolto mille sospetti; ma, diceva egli, aveva dimenticato la cosa la più semplice ad immaginarsi, che era la vera: esser egli, cioè, quel giorno stato preso da un malore che non gli aveva concesso la gita. Esser vero, soggiungeva, che una notte aveva egli passato nei dintorni del castello, ma ciò aver egli fatto per conseguir modo di poter meglio accostarsi a lei, di fare che più liberi e più frequenti potessero essere in avvenire i loro convegni. Le avrebbe spiegato a voce il mistero.
Difatti pochi giorni di poi questa spiegazione avvenne. Il conte si allontanava di quando in quando, ma non facendone prima avvertito nessuno, Candida non poteva mandare il solito invito a Luigi. Era avvenuto così che il marito passasse eziandio la notte fuor del castello, senza che la moglie pur lo sapesse, credendo ch'egli tornasse ad ora tarda e, secondo l'usato, senza prendersi la briga d'andarla a disturbare per darle un saluto, rientrasse chetamente nel suo quartiere.
Dove si recasse il conte in quelle gite, Candida non si curava per nulla saperlo; ma pure, da alcune vaghe parole udite dai servi, aveva finito per indovinare che egli era alla Villa-lunga, dove il vecchio libertino passava le molte ore di sua assenza. Cotesta scoperta aveva fatto nell'animo della contessa una strana sensazione ch'ella medesima non sapeva spiegare. Da una parte le pareva questa come una nuova scusa al suo fallire alla fede coniugale, e insieme una nuova ragione di maggior libertà per essa, dall'altra sentiva una specie di ripugnanza e di sgomento al sapere che quella donna, di cui essa in quel solo vederla di sfuggita aveva portato sì avverso giudizio; che quella donna, dico, avesse attinenza con due uomini che maggiormente le appartenevano, il marito e l'amante; poichè Candida non dubitava punto che anche Luigi fosse stato là quella notte.
Una sera adunque che il conte, allontanatosi dal castello, mancava da più ore, Luigi comparve inaspettato agli occhi di Candida, la quale sola nella sua camera ruminando i suoi tristi pensieri, sentiva sotto l'influsso dei sospetti cambiarsi in profonda amarezza le primitive dolcezze dell'amor suo.