Chi non sa com'è l'animo di donna innamorata? Quelle cose che a lei meno paiono acconcie diventano tali per essa, appena l'eloquente parola dell'amante ne la voglia persuadere. Con quanta facilità s'accolgono nel cuore di lei i sospetti, con altrettanta si dileguano alle proteste dell'uomo amato. Poco ci volle che Candida restò persuasa come d'ogni fallo era innocente Luigi e com'egli s'era adoperato pel meglio di tuttedue.

Diffatti qualche giorno dopo la contessa ebbe un rimescolo in tutto il sangue nell'udire sulle labbra del marito il nome del dottor Quercia.

Si era di tardo autunno ormai, e il conte soleva invitare alcuni conoscenti a partite di caccia nelle sue tenute. La vigilia di una di siffatte partite, il conte disse alla moglie in fin di tavola, dopo pranzo, come cosa di poco rilievo che allora soltanto gli fosse venuta alla mente:

— Ah! Domani mi prenderò la libertà di presentarti un nuovo ospite. Un giovanotto che ha abbastanza buone maniere per far dimenticare che non ha titoli; un certo dottor Quercia, medico senza clienti, e credo senza medicina.

Candida si volse dall'altra parte con un pretesto qualunque per nascondere il suo subito turbamento. Il conte non aggiunse altro: nè dove lo avesse conosciuto, nè come; la contessa non domandò nulla, e non se ne parlò più.

Luigi aveva saputo realmente andare ai versi del vecchio conte, e ricevuto il primo invito, seppe far di guisa da diventare in breve famigliarissimo di casa.

Tornati a Torino il conte e la contessa, questa domestichezza non solo si continuò ma si accrebbe.

Il mondo susurrò, poi parlò senza ritegno, prima indovinò, poi seppe. Le migliori amiche della contessa compassionarono perfidamente la povera donna che si perdeva in una tresca indegna con un uomo che non si sapeva chi fosse.

Gli ultimi a sapere queste cose sono sempre i mariti: ma il conte di Staffarda non era uomo da non vedere e da non capire. Cominciò per non dar più la mano a Luigi quando lo incontrava in qualche luogo o quando entrava nel suo salotto; si diede ad accoglierlo con un altezzoso sussiego che era quasi un'insolenza. Luigi usava tutti i mezzi che può un uomo di spirito per mostrare che non faceva attenzione a questo contegno del conte ma frattanto aspettava un'occasione affine di provocare una spiegazione che volgesse secondo quello ch'egli desiderava ed aveva in previsione immaginato. Il conte eziandio da parte sua cercava un'occasione per dire alla moglie il fatto suo, senza scene, senza scandali, con tutta la forbitezza e la disdegnosa indifferenza d'un vecchio libertino di marito allevato nelle tradizioni dell'elegante corruttela del secolo scorso.

Queste occasioni aspettate vennero per ambidue, e prima pel conte.