Amedeo Filiberto disse allora alla moglie, con quel suo satirico sorriso:

— È un sacrifizio che la galanteria del signor dottore avrà trovato leggiero.

Prese la mano di Candida e gliela baciò mentre essa lo guardava tutto stupita.

— È un sacrifizio: soggiuns'egli, col tono d'un Don Giovanni dei tempi di Luigi XV di Francia: che sarei disposto a fare ancor io molto volentieri, se pensassi che potesse tornarvi ugualmente gradito.

Candida levò dalla mano del marito la sua che egli teneva ancora, si tirò indietro colla poltrona, come per allontanarsi, e non rispose.

— Duolmi se io sono venuto disturbatore del vostro colloquio: riprese il conte colla medesima bonarietà maliziosa: ma che volete, contessa cara? Ho gran desiderio, e dirò anzi gran bisogno di aver con voi uno di quei confidenti ed affettuosi colloquii che sono una delle maggiori gioie del matrimonio, e — ma foi! — non ho voluto ritardarmi questo regalo, perchè se sono del parere di quell'antico non so chi, il quale soleva rimandare gli affari al giorno di poi, credo invece che le dolci soddisfazioni conviene procurarsele tosto, senza ritardo, appena si può.

Ciò detto, diresse il suo sguardo grifagno su Gian-Luigi, che stava sempre al medesimo posto. Quello sguardo diceva apertamente:

— Conviene che mi cediate il luogo. È questo, se non altro, il mio diritto di marito, e intendo di valermene.

Gian-Luigi comprese. Ben sapeva che gli toccava ritirarsi, e fin dal primo momento che il conte era entrato, egli andava pensando come far ciò senza mostra alcuna di debolezza. Ora esitò tuttavia un momentino. Gli passò per la mente di rispondere un'impertinenza che obbligasse il conte ad uscire da quel garbo artifizioso che gli faceva, per così dire, una corazza adamantina; oppure di fare il sordo affine di spingere il marito di Candida a più aperto parlare che desse a lui pretesto di venirne a lotta dichiarata. Capì che avrebbe avuto assai torto sì a far questo che a far quello. Inoltre la irritata suscettività del suo amor proprio non fu tanto cieca da non lasciargli ricordare che il suo interesse gli sconsigliava fortemente una palese e scandalosa rottura col conte. Si staccò egli dal camino e andò lentamente a prendere il suo cappello, che aveva deposto sopra un guéridon.

Il conte si pose tosto a quel medesimo luogo che il giovane aveva abbandonato, come se anco materialmente volesse significare ch'egli intendeva rivendicato il suo posto di marito sulle invasioni dell'amante.