Candida sentì l'aspra botta tirata contro suo padre e si morse le labbra.
— Ad ogni modo: diss'ella vivacemente di ripicco; quando uno ha del merito personale, per piacermi nella sua compagnia, io non istò a domandargli il suo albero genealogico.
Amedeo Filiberto tornò ad inchinarsi come prima.
— E voi fate molto bene. Ma il mondo è più curioso e più esigente di voi, e quando vede un cotale mettersi innanzi sulla scena del mondo vuol sapere d'ordinario d'onde venga, che cosa faccia, di dove tragga i mezzi delle spese che non va risparmiando. E allorchè si viene a scoprire — imperocchè badate bene contessa che tosto o tardi quel benedetto mondo riesce a scoprir tutto, e se trova troppa difficoltà a scoprire il vero, inventa, che è peggio, ed inventando anche, molte volte indovina; — allorchè si viene a scoprire che il brillante giovane di cui si comincia ad occupare l'attenzione del pubblico non ha famiglia di sorta, è capitato non si sa di dove, come un fungo sorto improvviso di terra, non ha capitali nè tenute da dargli la rendita che spende, giuoca come un disperato...
— Anche voi giuocate, signor conte: interruppe con vibrato accento la moglie.
Il conte si tirò su della persona colla più superba mossa del mondo.
— Vi prego di non offendermi con siffatti confronti. Io dietro la mia passione del giuoco posso mettere il patrimonio degli Staffarda...
— E quello di vostra moglie: disse Candida vivamente scoccandogli un'occhiata più maliziosa ancora della interruzione.
Fu la volta del conte di mordersi le labbra. Stette un poco, e poi riprese a dire senza rilevare la frecciata:
— Quando, dicevo, un giovane senza mezzi di fortuna la sciala da ricco, vivendo in una intimità poco onorevole con una donna cui per rispetto alle vostre orecchie non voglio qui qualificare.....